Blitz quotidiano
powered by aruba

Salah e i prossimi attacchi: bomba stana, mietitore falcia

La foto di di Lucio Fero

Leggi tutti gli articoli di Lucio Fero

ROMA- Salah doveva sparare in strada annunciano investigatori, giornali e televisioni. Il compito di Salah a Bruxelles era quello di attendere, fucile mitragliatore alla mano, la gente che scappava fuori dall’aeroporto (o dal metro, la postazione che Salah doveva assumere non è chiara). Aspettare la gente in fuga. Quella stanata dalla bomba e falciarla la gente. Falciarla come fa il mietitore.

La bomba fa il lavoro che fa il cane da caccia, fa levare in volo o comunque uscire allo scoperto la selvaggina. E cacciatore di prede pronto con il suo fucile le miete con la falce di morte. In questo caso la selvaggina è umana ma la tecnica resta efficace.

E’ questa la tecnica che adotteranno nei prossimi attacchi alle città europee: la bomba ci stana, ci mette in fuga e il mietitore con il mitragliatore ci falcia. Chi sarà per sua disgrazia coinvolto dovrà aver cautela e strategia perfino nella fuga. Esser sopravvissuti alla bomba non vorrà per nulla dire averla scampata. Ci sarà pronto il mietitore, il secondo colpo.

Isis ha aggiunto il kamikaze alla tecnica del secondo colpo dopo la bomba. Creando una miscela macella umani prima mai messa in atto. Ma il secondo colpo non è un’invenzione dell’Isis.

La “seconda bomba” era quella più temuta e pericolosa nell’Irlanda del Nord ai tempi dell’Ira. La prima bomba era annunciata alla polizia e perfino alle potenziali vittime, quindi pochi feriti e quasi nessuna vittima. Poi arrivavano i poliziotti, i soldati, i soccorsi…e la seconda bomba falciava e uccideva.

Qualcosa di analogo ancor prima facevano quelli dello Fln in Algeria: la prima bomba contro i residenti francesi era per richiamare gente sotto la falce della seconda. E qualcosa di molto simile si è fatto in Iraq sia contro i militari sia contro la popolazione civile (sciiti contro sunniti e viceversa).

Il secondo colpo, la seconda bomba destinata ad esplodere a tempo, a tempo dopo la prima, a tempo sufficiente per attirare, richiamare altre potenziali vittime è dunque una tecnica consolidata degli attacchi con esplosivi nelle città. Isis vi ha aggiunto il kamikaze, non solo quello che muore nell’esplosione della sua cintura, quello della prima bomba. Isis vi ha aggiunto anche il kamikaze che attende chi fugge e lo falcia sparandogli per strada, il kamikaze  che percorre la città sparando sulla gente fino a che qualcuno non lo abbatte.

Saranno così i prossimi attacchi dell’Isis alle città d’Europa: bombe che esplodono, gente che muore e moltissima gente che fugge ma non è detto verso la salvezza, ci sarà un Salah che li attende per sparargli.

Immagine 1 di 6
  • Naijim LaachraouiNaijim Laachraoui
  • Bruxelles, tra i kamikaze Naijim Laachraoui artificiere Isis
  • Naijim Laachraoui
Immagine 1 di 6
Immagine 1 di 29
  • Bruxelles, aeroporto: passeggeri sotto choc dopo bombe Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Un fermo immagine tratto da Sky mostra passeggeri all'esterno della metro di Bruxelles (Ansa)
  • La cartina di Bruxelles in un fermo immagine tratto da Sky
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
  • Ansa
Immagine 1 di 29
Immagine 1 di 50
  • evacuazione_metro_bruxelles (7)
Immagine 1 di 50