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Orlando ultima strage: e ora che dice chi invoca arma libera?

La foto di di Pino Nicotri

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ROMA – E ora? Dopo l’incredibile massacro di Orlando che diranno i tifosi della libera vendita delle armi da fuoco di qualsiasi calibro e tipo?

Il 17 giugno dell’anno scorso a Charleston nella Emanuel African Methodist Episcopal Church, la più antica chiesa afroamericana di tutti gli Usa e a suo tempo molto impegnata per l’abolizione dello schiavismo, il 21enne suprematista bianco Dylann Roof uccise a colpi di arma da fuoco 9 persone, per poi dichiarare di aver “voluto dare inizio a una guerra razziale”. E Charles Cotton, uno dei leader della potente lobby delle armi  National Rifle Association (NRA)  se la prese col pastore della chiesa, Clementa Pinckney, ucciso anche lui:

“Nove persone sarebbero ancora vive se avesse permesso di portare le pistole in chiesa. Innocenti sono morti a causa della sua posizione su una questione politica”.

Ric Feldman, uno dei leader della Indipendent Firearms Owner Association (IFOA), l’associazione dei proprietari di armi da fuoco, a sua volta gli fece eco:

“E’ tempo che i proibizionisti accettino di avere una certa responsabilità nel fatto che ci sono persone innocenti a cui vengono negati gli strumenti per difendersi. E credo che questo fine settimana le armerie saranno piene di gente”.

Negli Usa infatti dopo una strage e la conseguente “minaccia” di una stretta sulla libera vendita delle armi sempre un’impennata delle vendite di pistole e fucili.

Tre mesi e mezzo dopo ci fu l’ennesima strage – all’Umpqua Community College di Rosenburg, in Oregon – dovuta a un 20enne che armato di quattro pistole uccise sparando loro in testa una quindicina di persone e alle gambe a un’altra ventina, e le due associazioni mantennero un profilo più basso, ma in buona sostanza i loro uomini restarono sulle stesse posizioni: la colpa delle stragi è di chi si oppone alla loro libera vendita e alla possibilità di portarle ovunque, oltre che dei film troppo violenti….

Quando invece s’era stato il massacro alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, nel Connecticut, dove il 20enne Adam Lanza sparò uccidendo  27 persone, 20 delle quali bambini di età compresa tra i 6 e i 7 anni, per pois suicidarsi all’arrivo della polizia a parlare fu . A parlare in conferenza stampa appositamente convocata era stato Wayne LaPierre, amministratore delegato e vicepresidente della National Rifle Association, il cui centro d’attenzione sono soprattutto i fucili, o meglio la loro libera vendita, e che negli ultimi 15 anni ha speso da sola circa un milione e mezzo all’anno per influire sul voto dei congressisti e nei singoli Stati onde evitare qualunque restrizione al florido libero mercato delle armi da fuoco. Queste le  parole del signor amministratore delegato:

“L’unico modo per fermare un cattivo con una pistola è una brava persona con una pistola”.

Non a caso LaPierre ha chiesto al Congresso di approvare la presenza di un agente armato in ogni scuola, con l’obiettivo di proteggere studenti e insegnanti. LaPierre ha anche annunciato  l’iniziativa “National School Shield”,  un progetto per mettere in grado di farlo le scuole che vogliono organizzare autonomamente la propria loro protezione. Secondo LaPierre le frequenti stragi Stati Uniti negli ultimi anni sono dovute anche

“alla circolazione di videogame violenti e di film con forti scene di sangue e sono dovute a pazzi scatenati”.

Chissà se ora gli esponenti della NRA e della IFOA commenteranno allo stesso modo l’incredibile strage di Orlando, col suo pesante bilancio di 49 morti e 53 feriti. Forse sosterranno che se tutti i clienti e avventori del locale per omosessuali Gay Pulse avessero avuto una pistola e/o un fucile a testa la strage non si sarebbe stata. A meno di voler sostenere che la colpa è del fatto che i gay “non hanno le palle” per girare armati…

Tra i sovvenzionati dalle associazioni dei produttori di armi da vendere ai privati figurano concorrenti a  nomination repubblicana, come il senatore texano Ted Cruz e quello della Florida Marco Rubio, il leader del senato Mitch McConnell e lo speaker della camera John Boehner. Nomi molto importanti. Ma non ci sono solo i repubblicani. L’ex leader democratico del senato Harry Reid è famoso come acerrimo difensore della libera vendita delle armi. Tra i 46 senatori che hanno votato contro controlli più severi per poter acquistare armi, 43 avevano beneficiato per ben dieci anni di quattrini della lobby delle armi.

La lobby delle bocche da fuoco vigilano non solo per bloccare ogni possibile nuova legge restrittiva, ma anche per evitare che la libera vendita delle armi possa essere minacciata da provvedimenti non riguardanti direttamente il pos di pistole o fucili. Ai tempi della discussione sulla  riforma sanitaria al Congresso si scatenò una guerra contro la possibilità che i medici chiedessero ai loro se possedessero o no armi da fuoco. In tempi diversi, la lobby è riuscita a ottenere che a Capitol Hill venisse respinta la proposta di bandire la vendita dei fucili d’assalto, inoltre ha fatto bocciare la legge che imponeva la diminuzione delle scorte di armi nei magazzini e ha fatto approvare la possibilità per chi possiede un’arma in uno Stato di portarla in un’altro Stato se tra le rispettive amministrazioni ci sono accordi in merito.

Ecco comunque un calendario delle stragi e sparatorie Usa più famose:

1 ottobre 2015 – Almeno 9 morti in un campus a Roseburg, Oregon.

4 settembre 2015 – Un uomo spara in un college a Sacramento uccidendo una persona e ferendone due.

16 luglio 2015 – Spari in un centro di reclutamento dei Marines: 4 morti a Chattanooga.

24 ottobre 2014 – Uno studente del liceo di Marysville apre il fuoco a scuola: un morto.

16 settembre 2013 – Un uomo, dipendente di un contractor della difesa, spara negli uffici della Marina, a Washington, uccidendo 12 persone. Poi è stato ucciso dalla polizia.

26 luglio 2013 – Un uomo di origine cubana prende ostaggio e uccide sei persone in un quartiere spagnolo di Miami, prima di essere ucciso dalla polizia.

7 giugno 2013 – Spari in un college a Santa Monica: quattro vittime. Il responsabile si è poi suicidato.

4 dicembre 2012 – Un uomo di 20 anni uccide 26 persone, tra cui 20 bambini, nella scuola elementare Sandy Hook a Newtown (Connecticut).

20 luglio 2012 – Alla prima del film Batman, a Aurora (Denver), James Holmes spara, uccide 12 persone e ne ferisce 70.

10 giugno 2012 – 3 morti e 2 feriti gravi tra le vittime di una sparatoria in un campus universitario nella città statunitense di Auburn, in Alabama.

2 aprile 2012 – Un uomo uccide 7 persone prima di arrendersi all’università religiosa di Oikos (California). Li ha messi in fila contro un muro, per poi ucciderli.

27 febbraio 2012 – Nell’affollatissima caffetteria della Con High School, vicino Cleveland, un ragazzo spara 5 colpi: il bilancio è di tre morti.

8 dicembre 2011 – Il complesso del Virginia Tech, teatro del massacro del 2007, torna sulle prime pagine e l’America rivive un incubo. La sparatoria causa due morti, un agente e il killer.

12 ottobre 2011 – Otto morti e un ferito in gravi condizioni. È il bilancio di una sparatoria avvenuta in un salone di bellezza a Seal Beach, nel sud della California, lungo la Pacific Coast Highway.

5 ottobre 2011 – Un impiegato apre il fuoco sui colleghi di una ditta di costruzioni di Cupertino, a sud di San Francisco, uccidendone due e ferendone sei.

8 agosto 2011 – Una lite in famiglia si trasforma in tragedia in Ohio: un uomo ha ucciso sette persone ed è stato a sua volta ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia.

8 gennaio 2011 – E’ di 5 morti e 19 feriti il bilancio di una sparatoria avvenuta a Tucson, Arizona. Era in corso un’iniziativa pubblica della deputata democratica Gabrielle Giffords. La parlamentare, 40 anni è stata ferita in modo grave.

29 novembre 2009 – Quattro agenti di polizia, tre uomini e una donna, uccisi a revolverate in un agguato in un coffee-shop ai confini orientali della base aerea di McChord un paio di chilometri a sud di Tacoma, una settantina da Seattle, Stato di Washington.

5 novembre 2009 – Un psichiatra militare di origine palestinese uccide 13 persone e ne ferisce 42: è la più grave sparatoria in una base militare americana.

4 aprile 2009 – 3 poliziotti uccisi e due feriti a Pittsburgh, in Pennsylvania, da un un uomo che ha aperto il fuoco contro di loro.

3 aprile 2009 – Un uomo uccide 13 persone in un centro d’accoglienza per immigrati a Binghamton (New York).

8 marzo 2009 – Un uomo spara durante la funzione religiosa domenicale in una chiesa dell’Illinois, uccidendo il pastore e ferendo altre quattro persone.

27 gennaio 2009 – A Portland, in Oregon, uno studente spara su un gruppo di giovani davanti a una discoteca uccidendo due ragazze e ferendo altre sette persone, prima di spararsi.

24 dicembre 2008 – Un uomo travestito da Babbo Natale uccide nove persone a un veglione a Covina, Los Angeles (California). Poi si suicida.

14 febbraio 2008 – Un ex studente armato con due pistole ed un fucile irrompe in un’aula della Northern Illinois University ed apre il fuoco uccidendo cinque persone e ferendone una quindicina. Il killer poi si suicida

16 aprile 2007 – Uno studente di 23 anni d’origine coreana uccide 32 persone prima di suicidarsi al campus della Virginia Tech, a Blacksburg (Virginia). È il peggior massacro di questo tipo negli Stati Uniti.

2 ottobre 2006 – Un uomo prende in ostaggio alcuni studenti della scuola di Nickel Mines, un villaggio Amish della contea di Lancaster (Pennsylvania, Usa), fa uscire i ragazzi e lega le ragazze con funi e manette. Poi uccide cinque giovani alunne e ne ferisce altre cinque, infine si suicida.

21 marzo 2005 – A Red Lake (Minnesota) un adolescente di 16 anni uccide nella sua scuola nove persone, tra cui 5 studenti, e poi si suicida.

16 gennaio 2002 – In una piccola università in Virginia, uno studente straniero bocciato uccide a colpi di pistola il rettore, un insegnante ed una studentessa.

29 luglio 1999 – Un agente di borsa uccide sua moglie, i due figli e poi apre il fuoco in due aziende di Atlanta (in Ge): nove vittime, poi il suicidio.

20 aprile 1999 – A Littleton (Colorado) due liceali aprono il fuoco nel liceo di Columbine uccidendo 12 persone e ferendone altre 24.


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