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M5S firme false Palermo: un’email mette nei guai Di Maio

PALERMO – Le firme false, duemila, per le elezioni di Palermo del 2012. E un’email che mette in imbarazzo Luigi Di Maio. La vicenda M5S è quella delle firme necessarie per la candidatura alle elezioni comunali di Palermo di 4 anni fa. Firme false, questo diceva un’inchiesta poi archiviata ma destinata ad essere riaperta grazie a un’inchiesta de Le Iene.

Gli autori del programma sono stati contattati da un anonimo che già mesi prima aveva inviato un’email proprio a Luigi Di Maio, responsabile enti locali del M5S, contenente la stessa denuncia. Scrive La Stampa:

Di Maio incontra un autore del Le Iene il 26 settembre in un locale di Testaccio. Sembra cadere dalle nuvole. Ma solo il 3 ottobre, dopo il servizio tv, ammette in un comunicato di aver fatto cercare la mail e di averla effettivamente ricevuta «il 12 settembre all’indirizzo della mia segreteria». Email poi inoltrata ai carabinieri. Il 10 ottobre la procura di Palermo riapre l’inchiesta e Beppe Grillo dal suo blog ringrazia «Le Iene e le persone che hanno denunciato il fatto» definendo il M5S «parte lesa».

Peccato però che contemporaneamente uno dei deputati coinvolti, Claudia Mannino, tra l’altro segretaria dell’ufficio di presidenza della Camera, abbia annunciato querela verso i denuncianti. Tra di loro c’è il professor Vincenzo Pintagro che a Le Iene ha raccontato di essere stato testimone oculare della falsificazione a opera della Mannino e Samanta Busalacchi, altra attivista oggi tra i candidati a sindaco di Palermo.