Famiglia nel bosco, i genitori denunciano l'assistente sociale per "mancanza di imparzialità" (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Si riaccendono le tensioni nel caso della famiglia nel bosco, alla vigilia di una perizia considerata decisiva sulle capacità genitoriali di Nathan e Catherine Trevallion. A pochi giorni dall’avvio dell’accertamento, la difesa dei genitori ha presentato un esposto formale contro l’assistente sociale nominata dal Tribunale come curatrice dei diritti dei tre figli minori.
Secondo quanto riportato, la segnalazione è stata inviata sia all’Ordine professionale degli assistenti sociali sia all’ente regionale da cui dipende l’ufficio comunale di Palmoli, dove la professionista opera. I legali contestano una presunta mancanza di imparzialità nella gestione dell’incarico, ritenendo che la curatrice non abbia mantenuto la necessaria terzietà.
Le accuse: pochi incontri e troppa esposizione mediatica
Nel documento, la famiglia sostiene che l’atteggiamento della curatrice sarebbe cambiato dopo il trasferimento dei bambini, assumendo – secondo la difesa – toni ostili. Viene inoltre criticato il numero di incontri svolti: appena cinque, tra genitori e figli, considerati insufficienti per una valutazione approfondita.
Altro punto contestato riguarda l’esposizione mediatica della professionista, che nei primi mesi della vicenda avrebbe rilasciato interviste. Un comportamento ritenuto inopportuno vista la delicatezza del caso. Ora spetterà all’assistente sociale decidere se fare un passo indietro, ma non si esclude un intervento diretto del Tribunale con una possibile revoca dell’incarico.
Dubbi degli esperti e nuove voci critiche
Le perplessità non arrivano solo dalla difesa. Lo psichiatra consulente della famiglia parla di contraddizioni nella gestione e invita a una riflessione sui tempi e sulle modalità adottate, sottolineando anche ritardi tecnici che starebbero prolungando l’attesa della perizia.
Nel dibattito interviene anche suor Anna Egidia Catenaro, avvocata e presidente dell’associazione Avvocatura in Missione, che in una lettera aperta alla garante per l’infanzia critica il provvedimento di allontanamento e il ruolo dei servizi sociali, accusati di non aver sostenuto adeguatamente la famiglia.
