Gli agenti stranieri alle Olimpiadi di Milano-Cortina: dal Mossad agli 007 di Mosca. Agiranno in coordinamento con l’Italia e senza compiti di sicurezza (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Mentre la fiaccola olimpica sta completando il suo Giro d’Italia propagandistico (63 giorni, 10.001 tedofori, 12mila km, 110 province toccate) – il sacro fuoco taglierà il traguardo di Milano giovedì 5 febbraio, vigilia della inaugurazione – mentre ovunque si festeggia il passaggio della torcia, si infiamma la polemica (pretestuosa) sugli agenti stranieri che saranno presenti, a vario titolo, alle Olimpiadi di Milano Cortina (6-22 febbraio). Inutile creare scompigli avanzando moti di sorpresa, provare (finto) stupore, dichiarare che la presenza degli 007 e’ un evento inaspettato. O,peggio, fingere di non capire la delicatezza del momento storico. Da che mondo è mondo gli agenti, più o meno segreti, sono sempre intervenuti. Era così ai tempi dei romani, di Carlo Magno, di Cavour, del Mascellone. Non è cambiato niente.
Dal Mossad ai Pasdaran
Da sempre le delegazioni straniere arrivano in Italia con i loro agenti di sicurezza. Lo hanno fatto tutti. Chi platealmente come Gheddafi che ha piantato una tenda beduina a Villa Pamphili scortato da amazzoni onnipresenti anche nel suo show a Campo de’ Fiori. Addirittura il leader libico ha fatto arrivare da Tripoli quattro aerei. Visto il bagno di folla, il colonnello è venuto altre volte sempre scortato dalle amazzoni. Ma c’è anche chi, come gli agenti russi – visibili , invisibili, travestiti – hanno scorrazzato per lo Stivale indisturbati. E così questa volta faranno i federali dell’anti-immigrazione Usa, quelli del Qatar (già arrivati a bordo di grossi suv blindati), il Mossad, il Kgb (oggi sostituito dal Servizio Federale di Sicurezza). Ci saranno anche i Pasdaran come è stato detto in Senato dall’avvocato Balboni di Ferrara.
Agenti stranieri in coordinamento con l’Italia
Le autorità straniere hanno presentato la richiesta alla Farnesina attraverso i canali diplomatici in quanto gli 007 degli altri Paesi devono essere autorizzati a portare ed usare delle armi in Italia; alle scorte viene rilasciato un permesso provvisorio. Fermo restando che saranno le forze dell’ordine italiane a garantire la sicurezza degli atleti, “non deve pertanto stupire che alcune delegazioni, particolarmente sensibili, usufruiscano di un servizio di intelligence o di sicurezza aggiuntivo”, come ha detto Raffaele Marchetti, direttore del Centro Studi Internazionali e Strategici della Luiss. Ha aggiunto: ”Questo può valere per gli Stati Uniti ma anche per Israele, Cina, Francia o per alcuni Paesi del Medio Oriente. Ma è chiaro che l’Ice non potrà replicare quello che ha fatto a Minneapolis“. Conclude il ministro Piantedosi: ”Gli agenti stranieri agiranno in coordinamento con l’Italia e senza compiti di sicurezza”.
