Ancona, scoperta banca abusiva: oltre 4 milioni di euro movimentati e 500 vittime in tutta Italia (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, dopo un’intensa indagine denominata “Golden Tree”, hanno scoperto un’imponente struttura finanziaria illecita che operava come un vero e proprio istituto bancario parallelo. L’indagine ha infatti portato alla luce un sodalizio criminale capace di movimentare oltre 4 milioni di euro, coinvolgendo più di 500 risparmiatori su tutto il territorio nazionale. Stando a quanto ricostruito dai militari del Comando Provinciale di Ancona, coordinati dalla Procura della Repubblica dorica, il sodalizio criminale avrebbe dato vita a un istituto bancario privo di autorizzazioni, con ramificazioni anche in Polonia e Bulgaria, in grado di offrire i servizi tipici del settore finanziario, tra cui l’apertura di conti correnti esteri, la concessione di prestiti e le proposte di investimento.
Lo schema Ponzi
L’organizzazione operava presentandosi sotto le spoglie di una “community” dedicata al benessere dei propri membri. In realtà, la struttura fungeva da istituto di credito abusivo. Per eludere i controlli delle Fiamme Gialle, i presunti profitti venivano erogati sotto la generica causale di “cashback”. Col tempo, questa organizzazione, tramite falsi promotori finanziari, ha instaurato rapporti di fiducia con i clienti, molti dei quali avrebbero anche investito risparmi personali, pensioni o, in alcuni casi, denaro ottenuto tramite prestiti.

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno poi confermato l’applicazione di un classico schema Ponzi, alimentato dal passaparola e dai social network e diffuso in numerose province italiane, tra cui Ancona, Roma, Milano, Palermo, Napoli, Torino e Bari. Tramite questo sistema, anche gli investitori si trasformavano in promotori, incentivati dalle provvigioni legate al reclutamento di nuovi clienti. Il meccanismo, però, pare essersi fermato quando le richieste di rimborso hanno superato i nuovi versamenti: a quel punto, i promotori non avrebbero più restituito né interessi né capitale. Secondo gli inquirenti, il denaro raccolto veniva utilizzato dal vertice dell’organizzazione per scopi personali, eventi di gala per attrarre nuovi soci e investimenti speculativi in oro e criptovalute. Le perquisizioni hanno infine portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti di due persone, al sequestro di 15 conti correnti in Italia e in Polonia e all’oscuramento della piattaforma online.
