Alle Olimpiadi censurati i genitali dell'Uomo Vitruviano, Pd e M5s attaccano. La Rai: "Sigla non prodotta da noi" (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Sembrava una pratica ormai sepolta nella notte dei tempi: censurare i genitali nelle opere d’arte. Questa volta la manina pudica è arrivata addirittura a “correggere” Leonardo da Vinci e il suo celebre Uomo Vitruviano, opera universalmente riconosciuta come simbolo dell’unione tra arte, scienza e la concezione dell’uomo come microcosmo. Il disegno dell’uomo della perfezione, menomato del suo organo, appare nella sigla dei Giochi Olimpici di Milano Cortina che trasmette la Rai.
La Rai censura l’Uomo Vitruviano
Ad accorgersi dell'”evirazione” nel video è il Corriere della Sera, che ha evidenziato sul suo sito la storia innescando una nuova polemica sulla gestione delle Olimpiadi da parte del servizio pubblico italiano. “È possibile che il direttore di Rai Sport Petrecca autorizzi ogni giorno la messa in onda di una versione alterata di uno dei simboli universali dell’arte rinascimentale?”, chiede il Pd che annuncia anche l’intenzione di depositare un’interrogazione parlamentare per chiedere conto del fatto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
L’interrogazione chiede di sapere “se la Rai sia stata formalmente autorizzata all’uso dell’immagine e se, nell’ambito di tale eventuale autorizzazione, la Direzione dei Musei Reali di Torino, che detiene la responsabilità e la tutela di questa straordinaria opera, capolavoro assoluto e patrimonio dell’umanità, abbia consentito modifiche o alterazioni dell’immagine originale”. I dem chiedono insomma al ministro di chiarire se tutte le procedure previste dalla legge siano state rispettate perché “lo sfregio è evidente, qualcuno ha sicuramente sbagliato”.
Anche i 5 Stelle vanno all’attacco, paragonano la Rai agli “Ayatollah” e denunciano la “più retriva censura da salotto, perché evidentemente i vertici della Rai temono che un pene possa turbare. E chi guida questa fiera dell’assurdo? Il direttore di Rai Sport, Petrecca, che colleziona figuracce olimpiche una dietro l’altra”. E ancora, “Pucci con il culo di fuori poteva andare a Sanremo mentre Leonardo deve subire la scure di TeleMeloni?”.
La Rai si difende: “La sigla grafica non è stata prodotta dalla Rai”
La Rai va al contrattacco e denuncia “l’ennesima polemica pretestuosa”, “l’ennesima fake news” dopo quella della “presunta censura dell’artista Ghali”. La sigla e l’intero pacchetto grafico dei Giochi “non sono realizzati dalla Rai. Si tratta di contenuti prodotti e distribuiti da Olympic Broadcasting Services, l’organismo ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale responsabile della produzione audiovisiva delle Olimpiadi”. Un pacchetto grafico “fornito in modo identico a tutte le emittenti detentrici dei diritti nel mondo, che sono obbligate a trasmetterlo secondo standard internazionali condivisi” e la Rai, “come ogni altro broadcaster, non può modificare in alcun modo tali contenuti”.
