Donne d’Impresa: Elvira Zingone (titolare e direttore tecnico e didattico del tour operator Proyecto España) - Blitz Quotidiano
Una napoletana doc ma innamorata della Spagna. Elvira Zingone naturalmente laureata a Napoli in lingue e letterature straniere è riuscita a creare a Salamanca fin dagli inizi degli anni 90’ (fino al 2001) l’agenzia di consulenza linguistica Argonauta. Grazie ai suoi metodi didattici innovativi e all’avanguardia Elvira promosse lo spagnolo e la sua cultura agli stranieri con grande successo in Spagna ed è proprio da questa sua esperienza – racconta ancora – che nasce a Napoli anche “Proyecto España” tour operator specializzato nell’organizzazione di soggiorni culturali didattico-linguistici con lo scopo di diffondere la cultura e la lingua spagnola in Italia. Dal 2008 l’offerta del suo tour operator Proyecto España è davvero unica e speciale perché dai classici servizi turistici arriva e non a caso alla consulenza linguistico-culturale, avendo creato una rete professionale di accademie e università spagnole con cui la sua azienda sviluppa progetti e programmi ad hoc per Atenei, scuole e istituti italiani tutti collegati per un unico scopo: l’apprendimento della lingua spagnola.
La sua azienda – quindi – pianifica e organizza soggiorni linguistici-culturali in Spagna dove Elvira – esattamente a Salamanca 30 anni fa – ha maturato con passione e grande competenza esperienze prima come sales manager presso l’ufficio marketing di una importante rete di accademie di lingua spagnola per stranieri e poi dando vita alla sua agenzia Argonauta. Successivamente, una volta rientrata a Napoli – dopo circa un decennio – ha conseguito l’abilitazione di Direttore tecnico per poi trasformare la sua agenzia in tour operator nella sua città: una vera garanzia di soggiorni e progetti di grande interesse e cultura. Sempre pronta a partire con la valigia in mano, la sua innegabile simpatia partenopea la rende leader di gruppi di ragazzi e non solo, tutti pronti ad apprendere e approfondire la lingua e la cultura spagnola. Dice che Salamanca per lei è sempre stata come trovarsi in famiglia e a casa, quasi quasi si sente più spagnola che napoletana: tutto merito di una sua vita precedente? … chissà! Forse, ma il fatto è che questo trait- d’union tra Italia e Spagna è ottimamente gestito da Elvira e dal suo simpatico Team di cui lei è particolarmente orgogliosa. Per capire qualcosa di più della sua vita le abbiamo chiesto:
Come mai Salamanca? Com’è nato questo connubio o passione che ha fatto di lei una napoletana in Spagna?
Una volta laureata (presso Istituto universitario Orientale di Napoli) avevo il grande desiderio di mettermi in gioco, di partire e vivere un’esperienza lavorativa all’estero (durante gli studi già lavoravo in un’azienda come impiegata qui a Napoli). Dopo anni di inglese e tedesco durante la mia carriera universitaria ho cominciato la terza lingua, lo spagnolo appunto e con lui mi si è aperto un mondo fatto di passione e grande interesse per la cultura spagnola tanto da portarmi a chiedere la tesi in spagnolo su un autore a me molto caro che avevo conosciuto e studiato durante un esame, Vázquez Montalbán. Me ne sono subito innamorata, tanto da decidere di chiedere una borsa di studio post laurea per lavorare all’estero. L’esperienza sarebbe dovuta durare 9 mesi… che si sono trasformati in quasi 10 anni! La scelta è caduta su Salamanca perché una amica c’era stata poco prima ed era tornata in Italia entusiasta. Poi, galeotto fu l’amore…
L’IA aiuta i suoi progetti organizzativi in azienda?
L’IA più che aiutare noi a pianificare il nostro lavoro, più che essere uno strumento, per noi è diventata obiettivo, protagonista di alcuni dei nostri progetti. Proprio perché rappresenta uno strumento molto utilizzato dalle nuove generazioni, in collaborazione con le accademie e le Università spagnole nostre partner e in linea con i punti salienti del Miur (Ministero della Pubblica Istruzione), consideriamo opportuno dare una valenza formativa, didattica non solo in aula con gli alunni che viaggiano con noi ma anche e soprattutto con i numerosi docenti di lingua spagnola (che insegnano qui in Italia) per i quali organizziamo corsi di formazione e approfondimento sempre in Spagna. Forniamo loro gli strumenti per conoscerla, utilizzarla in aula facendo attenzione all’incombente pericolo che può rappresentare l’IA, vale a dire l’annullamento del pensiero critico. Quindi diciamo che il nostro lavoro è – oltre che di servizi turistico-culturali – anche di formazione didattico-pedagogico con un focus attento che va oltre lo sviluppo di competenze specifiche.
Nata sotto il segno dei viaggi quale sarà il futuro di Elvira? Ci sono altri progetti per il 2026 ormai iniziato?
Molti progetti in vista. Con il mio gruppo di lavoro che coordino da anni ormai, studio, osservo, cerco ma soprattutto ascolto quelle che sono le esigenze del mercato che io preferisco chiamare “quel meraviglioso universo del castigliano”. La didattica è sempre in movimento, tutto scorre e tutto cambia quindi bisogna essere al passo con i tempi ed essere capaci di rispondere alle richieste legate al mondo dell’insegnamento, dell’apprendimento e dei viaggi. Inoltre il turismo didattico non è l’unica attività a cui mi dedico. E’ una parte ingente del mio lavoro ma c’è un altro settore – sempre nell’ambito del turismo – a cui lavoro con grande passione, devo dire. E’ il turismo olistico, come adesso lo chiamano, a cui ho cominciato a dedicarmi circa 6 anni fa. Tutto è nato da quando, venuta a mancare mia madre, ho cominciato a gestire (con mio fratello) una proprietà di famiglia che si trova in Costiera amalfitana (sono nata a Napoli ma di sangue praianese!). E’ un palazzo storico che risale alla fine del XVI secolo diventato di nostra proprietà a metà del XIX secolo, circondato da giardini e dai famosi terrazzamenti tipici della costiera amalfitana. Abbiamo deciso di farlo diventare negli anni una struttura ricettiva. Poi, in pieno Covid 19, coinvolgendo la proprietà (che si chiama Palazzo Zingone), ho pensato di trasformare quella che fino a quel momento era stata solo una mia passione, la pratica dello yoga in una parte del mio lavoro.
Ho così progettato un festival di yoga e meditazione “diffuso”, coinvolgendo l’amministrazione pubblica e alcune aziende private della zona per utilizzare spazi pubblici e privati per la pratica dello yoga, dall’alba al tramonto, seguendo la luce del sole in vari punti del paese. All’inizio del 2021 presentai il progetto al Comune che me lo appoggiò e così da 6 anni dirigo il festival Namasté Praiano Oasi olistica che è diventata una importante manifestazione della zona. E’ un progetto che coinvolge anche e soprattutto il territorio, oltre a dare un servizio ai turisti. Chiaramente Palazzo Zingone è il quartier generale di Namastè Praiano Oasi Olistica e adesso è anche il luogo dove l’offerta si è ampliata. Non si pratica solo yoga e meditazione ma anche altre discipline olistiche.
Adesso stiamo portando lo yoga anche nelle scuole non solo per gli alunni ma anche e soprattutto per i docenti, praticando lo spagnolo naturalmente! Quindi possiamo dire che il nostro lavoro è trasversale e per utilizzare un termine legato allo yoga, ha una mission olistica!
C’è posto nella sua vita privata per qualche suo hobby oltre la cultura spagnola e il turismo?
Sicuramente! Lo yoga innanzitutto. A seguire la musica e la lettura.
Crede nella “parità di genere”? A questo proposito ci sono differenze o difficoltà nei due diversi paesi Italia e Spagna per la sua attività?
Ci credo e nel mio piccolo lotto tutti i giorni affinché possa essere un traguardo non troppo lontano. Il problema è che ci sono tante battaglie ancora da combattere. Ci sono ancora tanti pregiudizi, luoghi comuni in una società ancora troppo patriarcale. E’ un discorso lungo e articolato. Nonostante questo devo dire che grazie al mio lavoro, al fatto di essere sempre circondata da giovani, nutro speranze, sono le nuove generazioni che stanno lottando moltissimo per la parità di genere. Difficoltà nella mia attività non ne ho trovate ma devo dire che data la mia esperienza in e con la Spagna (che è continua perché ci lavoro quotidianamente), trovo che l’Italia sia leggermente un passo indietro. Siamo simili…ma così diversi!
Un suo sogno ancora da realizzare?
Tanti… Ma per scaramanzia (sono napoletana) preferisco tacere…
Grazie!
