Aumenti in busta paga da aprile per 4 milioni di lavoratori grazie alla flat tax al 5% sugli aumenti dei contratti (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Quattro milioni di lavoratori troveranno una bella sorpresa nella busta paga di aprile. Scatta infatti lo sconto fiscale sugli aumenti dei contratti firmati dal 2024 ad oggi per i dipendenti del settore privato. Ciò comporta che i lavoratori che guadagnano sotto i 33mila euro pagheranno sulla quota dell’aumento solo una flat tax del 5%. Fisco più leggero, al 15%, anche per le maggiorazioni di domenicali e festivi o per i premi di risultato ai lavoratori con retribuzioni fino a 40mila euro.
Ma quanti sono stati questi aumenti contrattuali? Il Sole 24 Ore parla di circa 4 milioni di persone. Nel 2024 ci sono stati 17 rinnovi di contratti collettivi nazionali; nel 2025 invece ce ne sono stati 19 che hanno riguardato 2,2 milioni di persone.
Sugli aumenti dei rinnovi vengono attivate con la circolare regole importanti, soprattutto in un momento in cui si discute con sempre più insistenza della necessità di aumentare gli stipendi reali. Per la flat al 5%, ad esempio, facendo delle simulazioni, un lavoratore che guadagna 30mila euro l’anno cui si aggiunge nel 2026 un aumento contrattuale pari a 2.500 euro, per un reddito complessivo di 32.500, con la nuova tassazione agevolata verserà allo Stato: il 23% fino a 28mila euro (cioè 6.440 euro), il 33% sul reddito che supera i 28mila (2mila euro) (cioè 660 euro) e il 5% sui 2.500 euro annui di incremento contrattuale e cioè 125 euro.

Viceversa con la tassazione ordinaria avrebbe versato: il 23% fino a 28mila euro (sempre 6.440 euro) e il 33% sul reddito da 28mila a 32.500 euro (cioè 1.485 euro). Con la nuova tassazione agevolata gli resta quindi “in tasca” un aumento contrattuale pari a 2.375 euro con un risparmio d’imposta di 700 euro. Il risparmio chiaramente cambia a seconda dell’aumento al lavoratore.
Due sono comunque le tipologie di flat tax sui salari privati. La prima sui rinnovi contrattuali vale per chi ha redditi fino a 33mila euro per la parte di aumento legata ai contratti 2024-25. L’applicazione della tassa light del 5% vale anche per le assenze retribuite come malattia, maternità/paternità o infortunio.
La seconda fattispecie, che prevede un aliquota del 15%, è sulle maggiorazioni e indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo e su turni, ma anche per i premi di risultato o per la reperibilità: si applica, per un ammontare massimo di 1.500 euro, ai dipendenti del settore privato con reddito fino a 40mila euro. Entrambe le agevolazioni saranno riconosciute dai datori di lavoro ai contribuenti in possesso dei requisiti; coloro che, invece, non hanno un sostituto d’imposta, potranno “recuperarle” in dichiarazione.
