Isee 2026, come ottenere l’Assegno Unico più alto e tutte le maggiorazioni familiari (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il conto alla rovescia è iniziato: entro il 28 febbraio bisogna presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere l’Isee aggiornato e accedere ai benefici previsti dalla Legge di Bilancio 2026. L’aggiornamento dell’indicatore è fondamentale soprattutto per il calcolo dell’Assegno Unico e Universale per i figli, erogato dall’INPS, il cui importo varia in base alla situazione economica familiare. In assenza di una Dsu valida, l’assegno viene comunque pagato, ma nella misura minima senza maggiorazioni. Per il 2026, con la rivalutazione Istat dell’1,4%, l’importo minimo è pari a 58,30 euro mensili per ciascun figlio.
Le soglie Isee e gli importi
Secondo i dati dell’Osservatorio statistico Inps, circa il 65% delle famiglie aggiorna l’Isee nel primo trimestre dell’anno, passaggio necessario per ottenere l’importo pieno. Le soglie previste per l’Assegno Unico 2026 sono chiare: con un Isee fino a 17.468,51 euro si raggiunge il massimo di 203,80 euro mensili per figlio minorenne; l’importo diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’indicatore; oltre 46.582,71 euro si applica invece la quota minima di 58,30 euro. Aggiornare l’Isee consente quindi di rientrare nelle fasce più vantaggiose.
Maggiorazioni per famiglie e figli piccoli
Oltre al valore economico del nucleo, incidono diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’assegno mensile. Le famiglie con almeno quattro figli ricevono un incremento forfettario di 150 euro al mese. È prevista inoltre una maggiorazione del 50% per i figli fino a un anno di età e per quelli fino a tre anni nei nuclei con almeno tre figli, se l’Isee non supera 46.582,71 euro. Tuttavia, questi aumenti vengono riconosciuti solo con una Dsu aggiornata e valida.
Come l’Isee può cambiare con le scelte finanziarie
L’Isee dipende da diversi fattori patrimoniali e reddituali, inclusa la giacenza media sui conti correnti. Una liquidità elevata può aumentare l’indicatore e ridurre l’accesso ai bonus. Dal 2024, però, titoli di Stato e buoni postali sono esclusi dal calcolo fino a 50 mila euro, offrendo margini di pianificazione. Anche la casa incide meno rispetto al passato grazie alle nuove franchigie: in molte aree italiane, possedere un immobile con mutuo può risultare oggi più neutro – o persino favorevole – rispetto all’affitto ai fini delle prestazioni sociali.
