Guerra e AI, fuga di utenti Usa dall'opportunista ChatGpt verso Claude che osa dire no a Trump (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Guerra e sorveglianza capillare senza limiti con il supporto dell’intelligenza artificiale: negli Usa le minacce di Trump suscitano una reazione diffusa da parte degfli utenti, in fuga dall’opportunista OpenAI e in soccorso del coraggioso Claude, il cui Ceo ha avuto il coraggio di dire no alle pretese dell’irascibile presidente.
La fuga di utenti da ChatGpt dopo l’accordo con il Dipartimento della guerra statunitense e la casa madre OpenAI ha intanto ottenuto la promessa che modifiche verranno apportate. I download negli Stati Uniti sono calati del 295%.
E Claude supera per la prima volta ChatGpt
“Non avremmo dovuto affrettarci a pubblicare la notizia venerdì. Le questioni sono estremamente complesse e richiedono una comunicazione chiara”, scrive su X il Ceo Sam Altman.

Gli utenti hanno reagito alla notizia della partnership col governo Usa e a partire da sabato scorso le disinstallazioni dell’app di ChatGpt negli Stati Uniti sono aumentate del 295%, come rivelano i dati della società SensorTower.
Un’impennata se paragonato al tasso ordinario di disinstallazione giornaliero del 9%. Per contro sono schizzati i download del chatbot rivale Claude di proprietà della società Anthropic, che si è opposta all’uso della sua intelligenza artificiale senza restrizioni a scopo militare.
Altman su X promette modifiche
Negli Stati Uniti i download di Claude sono aumentati del 37% su base giornaliera venerdì 27 febbraio e del 51% sabato 28 febbraio – superando per la prima volta quelli di ChatGpt – dopo che l’azienda di Dario Amodei ha annunciato che non collaborerà con il dipartimento della difesa americana e che ricorrerà in tribunale contro eventuali divieti del governo Usa.
Ed è forse l’impennata dei download di Claude ad aver provocato i disservizi del chatbot nella giornata di martedì 2 marzo.
I numeri degli ultimi giorni devono aver portato il creatore di ChatGpt a più miti consigli. Altman su X ha spiegato che sarebbero state apportate modifiche all’accordo con il governo Usa.
Inclusa la garanzia che il suo sistema non sarebbe stato “utilizzato intenzionalmente per la sorveglianza interna di persone e cittadini statunitensi”.
