Elly Schlein (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Si fa presto a dire Primarie. Si fa presto a gridare al voto per individuare candidati interni del “campo largo”. È facile sostenere che il tema sempiterno (“semper + aeternus”) riguarda la leadership. Poi, al dunque del post-referendum, il campo largo scopre che i sondaggi vedono, al momento, Elly Schlein dietro Conte e Silvia Salis (sindaca di Genova). Morale: non si è ancora stabilito come scegliere il leader da contrapporre a Giorgia Meloni che tirerà dritto fino al 2027 forte di un consenso sostanzialmente immutato (29,5%).
Il Pd, seppur dato in crescita di uno 0,5%, è comunque in fibrillazione. Risultato: ora il Pd di Elly ha paura delle primarie sapendo che Conte è favorito. Ecco spiegato perché i Cinquestelle sono diventati i fan più entusiasti dello strumento caro al Pd che le ha “inventate” vent’anni fa col tandem Prodi-Parisi.
Due scenari contrapposti
Primarie riservate solo agli iscritti dei partiti o primarie allargate a tutto l’elettorato di centrosinistra, online compresa. Secondo lo studio fatto da Yoodata (società di ricerche di marketing) nel primo caso sarebbe favorita la segretaria dem, potendo contare sulla capacità del Pd di mobilitare i suoi elettori; nel secondo caso andrebbero in vantaggio quei profili “più riconoscibili” come quello di Conte che può contare su un buon gradimento, ancora alto, soprattutto grazie al suo ruolo da presidente del Consiglio ricoperto negli scorsi anni (2018-2021) anche nel difficile periodo del Covid. Di qui la comprensibile frenata del Nazareno che non vuole essere scavalcato da un partito che tutti i sondaggi vedono staccato di 7-8 punti.
Rispunta il federatore
È stata Rosy Bindi – inizi nella Dc e nel PPI, svolta nella Margherita, approdo nel Pd di cui è stata presidente dopo Prodi per 4 anni – a rispolverare la figura di un federatore, alias facilitatore/grande mediatore. L’ex ministra ha tuonato: ”Vorrei qualcuno che metta insieme Schlein e Conte, perché ora non si mettono nemmeno ad un tavolo. È un nome ce l’ho”. Rosy ha indicato un federatore in grado di fare l’arbitro ma anche il regista. Nomi se ne fanno tanti. I più gettonati? Manfredi, Ruffini, Gabrielli. L’ipotesi di un Papa straniero a guidare il campo agita le acque dem. Tranciante Renzi: ”Ma quale papa straniero! Preferisco siano i voti dei cittadini alle primarie a scegliere chi deve essere il leader del centrosinistra. Le primarie sono una festa di popolo”.
