Trump "scherza" con la guerra e scompiglia ancora le carte sospendendo Project freedom: "Grandi progressi negli accordi con l'Iran" (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Donald Trump scompiglia ancora le carte e annuncia a sorpresa una “breve” sospensione di Project Freedom, l’iniziativa militare Usa che vuole scortare le navi commerciali fuori dallo Stretto di Hormuz, a un giorno dall’avvio dell’operazione. In un post su Truth, il presidente americano ha spiegato che la decisione si fonda in parte sul “fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo” con l’Iran. Il Project Freedom, pertanto, “sarà sospeso per un breve periodo di tempo, al fine di verificare se l’accordo possa essere finalizzato e firmato”, ha scritto poi il tycoon, il cui post ha fatto balzare i futures azionari, alimentando le speranze su un accordo di pace capace di porre fine al conflitto di Stati Uniti-Israele con l’Iran e consenta la riapertura dello Stretto, dove transita il 20% del greggio mondiale.
La mossa è maturata dopo i ripetuti episodi che hanno fatto temere la rottura della precaria tregua e l’invito del segretario di Stato Marco Rubio all’Iran a “fare una scelta sensata” e a intraprendere la via diplomatica che potrebbe portare alla “ricostruzione, alla prosperità e alla stabilità, e a non rappresentare più una minaccia per il mondo”. L’Iran, ha detto Rubio in un briefing alla Casa Bianca, deve “accettare la realtà della situazione” e sedersi al tavolo delle trattative, accettando condizioni che siano vantaggiose non solo per sé, ma anche per il mondo. “Non dovrebbero assolutamente mettere alla prova la volontà degli Usa”, ha aggiunto.
Domenica sera l’annuncio del Project Freedom
Trump ha annunciato il Project Freedom domenica sera, assicurando i Paesi, le cui navi sono rimaste bloccate per il conflitto, che gli Usa avrebbero le “scortate in sicurezza fuori da queste vie d’acqua soggette a restrizioni”. Washington ha reso noto che quasi 23.000 marinai, a bordo di navi battenti bandiera di 87 Paesi, sono fermi nel Golfo Persico a causa della chiusura de facto dello Stretto di Hormuz imposta dall’Iran. Domenica sera, il Comando militare centrale Usa (Centcom) ha comunicato che le forze armate avrebbero schierato “cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 aerei e navali, piattaforme senza pilota multi-dominio e 15.000 effettivi” a sostegno di Project Freedom, verso cui Teheran ha reagito con rinnovata ostilità.
I missili sugli Emirati lanciati dai pasdaran
L’operazione di scorta delle navi ha provocato uno scontro a fuoco tra Stati Uniti e Iran, oltre a una serie di attacchi missilistici dei pasdaran contro gli Emirati Arabi Uniti che hanno fatto irritare il presidente Masoud Pezeshkian che ha parlato di “attacco irresponsabile”. Si tratta di un’escalation che non si verificava da quando, un mese fa circa, è stato annunciato il cessate il fuoco. Ora, il nuovo colpo di scena di Trump.

Rubio: “L’operazione Epic Fury è conclusa”
Nel briefing alla Casa Bianca, Rubio ha annunciato che “l’operazione Epic Fury è conclusa. Trump lo ha notificato al Congresso. Adesso c’è l’operazione Project Freedom”. Rubio ha sottolineato che “gli obiettivi” dell’operazione sono stati raggiunti.
E in una nota, il segretario di Stato ha annunciato anche che gli Usa, su indicazione del presidente Trump, hanno redatto una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per “difendere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, con lo stop ad “attacchi, posa di mine e pedaggi”. La bozza è stata redatta insieme a Bahrein, Arabia Saudita, Emigrati Arabi, Kuwait e Qatar.
La bozza di risoluzione all’Onu su Hormuz
Rubio ha rimarcato la necessità che “l’Iran riveli numero e ubicazione di mine marine posate” e collabori alla loro rimozione, sostenendo un corridoio umanitario, si legge in una nota. L’auspicio è di voto “nei prossimi giorni” col sostegno di Consiglio di Sicurezza e “un’ampia base di co-sponsor”.
