In Cile riapre la caccia al tesoro più famoso del mondo sull'isola di Robinson Crusoe: "Si cerca un bottino nascosto da 40 miliardi" (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Un imprenditore olandese darà alla caccia a un particolare tesoro nell’isola cilena di Robinson Crusoe. La Corte Suprema di Santiago del Cile ha infatti autorizzato Bernard Keiser a riprendere la ricerca di un presunto tesoro del XVIII secolo del valore compreso tra i 20 e i 40 miliardi di dollari sull’isola nell’arcipelago di Juan Fernández. L’isola prende il nome dal marinaio Alexander Selkirk, che vi visse in isolamento per oltre quattro anni, ispirando il famoso romanzo.
Alla ricerca del tesoro
La sentenza ha confermato le ultime decisioni dei tribunali ambientali che avevano ribaltato lo stop imposto della Corporación Nacional Forestal (Conaf), che nel 2019 aveva bocciato la richiesta di una nuova spedizione. Ora, però, la caccia è aperta. Grazie a questa risoluzione, Keiser, alla ricerca del bottino nell’isola da oltre tre decenni, è autorizzato a riprendere gli scavi una volta che l’autorità avrà rilasciato il permesso corrispondente, previsto entro giugno. L’imprenditore olandese ha già effettuato almeno 17 spedizioni, investendo più di cinque milioni di dollari del suo patrimonio.
Secondo la leggenda, il tesoro si colloca nella zona di Puerto Inglés, dove sarebbero stati sepolti circa mille barili contenenti monete d’oro, d’argento, gioielli e pietre preziose provenienti da Veracruz, in Messico. Il carico sarebbe stato nascosto nel 1714 dal capitano spagnolo Juan Ubilla de Echeverría, della nave “Nuestra Señora del Monte Carmelo”, e successivamente seppellito nel 1760 dal navigatore britannico Cornelius Webb. In base alla normativa cilena, in caso di ritrovamento il 75% del tesoro spetterebbe allo Stato e il 25% a Keiser e ai suoi soci. La caccia è però soggetta a rigide condizioni ambientali, dato che l’isola fa parte di un parco nazionale. Gli scavi dovranno essere effettuati senza macchinari pesanti, mediante lavoro manuale e per un periodo massimo di sei mesi.
