Gli Usa colpiscono obiettivi militari in Iran, Trump: "Solo un colpetto, cessate il fuoco resta in vigore". Teheran sequestra petroliera a Hormuz (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Nuove tensioni a Hormuz dalla giornata di ieri, con gli Stati Uniti che hanno condotto “attacchi difensivi” a obbiettivi militari in risposta alle “forze iraniane [che] hanno lanciato missili, droni e piccole imbarcazioni mentre tre cacciatorpediniere statunitensi transitavano nel canale” di Hormuz, ha riferito il Centcom, il Comando Centrale delle Forze Armate degli Stati Uniti. L’Iran non ha valutato, quanto accaduto, come degli “attacchi difensivi” ed ha parlato di violazione del coprifuoco. Trump ha però replicato oggi che serve un “accordo subito o colpiremo con più violenza” aggiungendo in un’intervista alla Abc che il cessate il fuoco resta in vigore e che i raid contro l’Iran sono stati solo un “colpetto”.
La risposta Usa agli attacchi alle navi a Hormuz
Gli Stati Uniti, oggi hanno lanciato nuovi attacchi contro petroliere vicino al blocco dell’Iran. Lo riporta Fox News, secondo cui le forze americane hanno condotto ulteriori operazioni aeree nell’area, colpendo diverse petroliere vuote che tentavano di forzare il blocco contro l’Iran lungo lo Stretto di Hormuz. Esplosioni sono state udite a Sirik, città costiera iraniana che si affaccia sullo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, precisando che l’origine delle esplosioni è al momento sconosciuta.
Prima di questi attacchi, nella giornata di ieri e nella notte ce ne sono stati altri. L’Iran e gli Stati Uniti si sono scambiati colpi di arma da fuoco nella notte nonostante la tregua in vigore dall’8 aprile.
Dieci marinai iraniani sono rimasti feriti e cinque risultano dispersi nell’attacco a una nave mercantile iraniana avvenuto nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito un funzionario di Teheran. “Durante le azioni aggressive degli americani di ieri sera nelle acque dello Stretto di Hormuz e del Mar di Makran (Golfo dell’Oman), una nave mercantile vicino alle acque di Minab è stata colpita e ha preso fuoco”, ha dichiarato Mohammad Radmehr, un funzionario della provincia meridionale di Hormozgan, secondo quanto detto dall’agenzia di stampa Mehr. “Dieci marinai feriti sono stati trasportati in ospedale e le squadre locali di soccorso stanno cercando di accertare la sorte degli altri cinque marinai”, ha aggiunto la stessa fonte.
L’agenzia di stampa governativa iraniana Irna, nella nottata ha segnalato anche un’attività di difesa aerea nella zona occidentale di Teheran dopo due forti boati. Molti testimoni oculari hanno riferito a Iran International di aver udito diverse esplosioni a Chitgar. L’agenzia Mehr ha riportato attacchi ostili e scambi di fuoco in diverse zone della provincia meridionale iraniana di Hormozgan, tra cui le località vicino a Bandar Abbas, Bandar Khamir, Sirik e all’isola di Qeshm, dove sono stati segnalati impatti nei pressi del molo di Bahman.

Trump: “Gli aggressori iraniani completamente distrutti”
Per Teheran, quanto accaduto dimostra che “ogni volta che si presenta un’opportunità diplomatica, gli Stati Uniti optano per un’avventura militare sconsiderata. Si tratta di una rozza tattica di pressione? O del risultato di un guastafeste che ancora una volta intrappola il Presidente in un altro pantano?”. A dirlo su X è il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che ha aggiunto: “Qualunque siano le cause, il risultato è sempre lo stesso: gli iraniani non cedono mai alle pressioni”.
Trump ha replicato all’Iran dicendo che “in futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro Accordo, e in fretta”. “Gli aggressori iraniani sono stati completamente distrutti, insieme a numerose piccole imbarcazioni utilizzate per rimpiazzare la loro Marina militare, ormai totalmente decapitata”, ha spiegato Trump sottolineando che contro le navi americane sono stati lanciati “missili e droni”. Un Paese “normale avrebbe consentito il passaggio di questi cacciatorpediniere, ma l’Iran non è un Paese normale. È guidato da da pazzi che, se avessero l’opportunità di utilizzare un’arma nucleare, lo farebbero senza esitazione – ha osservato Trump -. Ma non l’avranno mai. In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro accordo in fretta. I nostri tre cacciatorpediniere si ricongiungeranno ora al nostro blocco navale, che costituisce un vero e proprio muro d’acciaio”.
Sequestrata petroliera a Hormuz
Che la tensione sia massima a Hormuz lo dimostra il fatto che la marina iraniana ha sequestrato una petroliera, identificata come Ocean Koi, accusata dalle autorità di aver tentato di ostacolare le esportazioni di petrolio e gli interessi nazionali dell’Iran. A riportarlo è l’agenzia di stampa Tasnim affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Tasnim ha affermato che i commando della marina iraniana hanno effettuato il sequestro durante quella che è stata definita un'”operazione speciale”. Il rapporto iniziale non fornisce dettagli sulla bandiera della nave, sulla proprietà o sul luogo dell’incidente.
L’agenzia di stampa ha diffuso anche un video che, a suo dire, mostra le forze navali iraniane mentre sequestravano la petroliera. Tasnim ha affermato che la petroliera trasportava un carico di petrolio iraniano e l’ha accusata di “approfittare delle condizioni regionali per danneggiare e interrompere le esportazioni di petrolio iraniano e gli interessi della nazione iraniana”. L’agenzia non ha specificato quando o dove sia avvenuto il sequestro. La Ocean Koi, battente bandiera delle Barbados, sanzionata all’inizio di quest’anno dal Dipartimento del Tesoro statunitense come parte di quella che Washington ha definito la “flotta ombra” iraniana, utilizzata per il trasporto di prodotti petroliferi iraniani soggetti a sanzioni. Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha dichiarato a febbraio che la Ocean Koi aveva trasportato milioni di barili di olio combustibile e condensato iraniani e che operava come parte della flotta ombra iraniana almeno dal 2020.
Emirati Arabi attivano difese aeree contro missili e droni provenienti dall’Iran
E sempre nella giornata di oggi le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti sono state impegnate contro droni e missili lanciati dall’Iran, nonostante il cessate il fuoco ufficialmente in vigore tra Stati Uniti e Iran dall’8 aprile. Lo ha annunciato il Ministero della Difesa emiratino. “Le difese aeree degli Emirati stanno contrastando attacchi missilistici e di droni provenienti dall’Iran”, ha scritto il dicastero in una dichiarazione. “Il Ministero della Difesa conferma che i rumori uditi in varie parti del Paese sono dovuti all’intercettazione, da parte dei sistemi di difesa aerea, di missili balistici, missili da crociera e droni”, viene aggiunto.
