Benzina e diesel, il governo corre ai ripari? Rischio stangata sui carburanti e sciopero dei camionisti (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il governo è al lavoro per prorogare ancora una volta lo sconto sui carburanti, in scadenza venerdì 22 maggio. L’obiettivo è evitare un nuovo aumento dei prezzi alla pompa in una fase già delicata per famiglie, imprese e settore dei trasporti, mentre sullo sfondo pesano le tensioni internazionali in Medio Oriente e l’incertezza sui mercati energetici.
Secondo le stime basate sulle risorse stanziate dall’esecutivo e sul mancato gettito Iva, solo nel mese di maggio il costo della misura avrebbe raggiunto circa 400 milioni di euro. A questi si aggiungono i circa 900 milioni già spesi tra marzo e aprile, quando il taglio delle accise era ancora più consistente.
Quanto costano oggi benzina e diesel
Attualmente lo sconto prevede una riduzione di 24,4 centesimi al litro sul diesel e di 6,1 centesimi sulla benzina verde. Nonostante il taglio, però, i prezzi restano elevati.
Secondo i dati del ministero delle Imprese, la benzina in modalità self service sulla rete ordinaria si attesta intorno a 1,951 euro al litro, mentre il diesel costa circa 1,978 euro. Negli ultimi dieci giorni la verde è aumentata di circa due centesimi al litro, mentre il gasolio ha registrato una lieve diminuzione.
Senza l’attuale intervento del governo, però, i rincari sarebbero decisamente più pesanti. La benzina supererebbe infatti i 2 euro al litro, mentre il diesel arriverebbe addirittura oltre quota 2,22 euro. Per un pieno da 50 litri il costo aggiuntivo potrebbe arrivare fino a 12 euro nel caso del gasolio.
Il governo prepara la proroga degli sconti
L’esecutivo ha già fatto sapere di voler intervenire per evitare un impatto troppo pesante sui consumatori. Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia, ha confermato che il taglio delle accise sarà “sicuramente prorogato”.
La situazione resta però strettamente legata all’andamento della crisi energetica internazionale e alle tensioni nello Stretto di Hormuz, area strategica per il commercio mondiale di petrolio.
Nel frattempo il governo è impegnato anche su un altro fronte delicato: quello dell’autotrasporto.
La protesta dei camionisti e il rischio sciopero
Dal 25 al 29 maggio è previsto uno sciopero nazionale dei camionisti proclamato da Unatras. Alla base della protesta ci sarebbe soprattutto il forte aumento del costo del diesel commerciale, che starebbe mettendo in difficoltà molte aziende del settore.
Secondo le associazioni di categoria, numerose imprese lavorerebbero ormai con margini ridotti o addirittura in perdita. Tra le richieste principali avanzate dagli autotrasportatori c’è il recupero del rimborso sulle accise del diesel.
Per cercare di evitare il blocco, venerdì è previsto un incontro tra il governo e i sindacati di categoria. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha spiegato che l’esecutivo starebbe valutando nuovi crediti d’imposta e ulteriori risorse economiche per sostenere il comparto.
“Fermare i camion per una settimana significherebbe avere negozi vuoti e l’Italia nel caos”, ha dichiarato Salvini, riconoscendo le difficoltà che il settore sta affrontando a causa dell’aumento dei costi energetici.
