Le pretese della Meloni sulla magistratura neanche Trump ha mai osato a così tanto (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
La Corte Suprema Usa ha stabilito che i dazi introdotti da Trump sono illegali. E negli Usa nessuno, eccetto Trump, si è scandalizzato e ha inveito contro la magistratura o proposto leggi che la bacchettassero e la spingessero a marciare unita con la Casa Bianca, cioè col governo.
La Corte Suprema Usa ha applicato la Costituzione ed ha dimostrato che ogni potere incontra un limite. Cosa che con la distinzione e divisione tra i tre poteri basilari – esecutivo, legislativo e giudiziario – è la base delle democrazie. In Italia invece il capo del governo Giorgia Meloni quando la magistratura ha sconfessato azioni o speranze del suo governo ha più volte reagito accusandola di vanificare il lavoro del governo e del parlamento.
La premier è arrivata ad accusare i magistrati di rendere impossibile al governo di governare: “I giudici ci impediscono di governare”. Il ministro della Giustizia Nordio, ex magistrato, ha addirittura attaccato la “mafia dei magistrati”.
Una corte d’appello federale Usa ha bocciato otto mesi fa i dazi imposti da Trump. E due mesi fa la Corte Suprema ha confermato la bocciatura. Due dei membri della Corte Suprema sono stati nominati dallo stesso Trump. E Trump si è dichiarato deluso, probabilmente pentito di avere nominato quei due. Ma senza piogge di accuse contro i magistrati della Corte Suprema.
Poi c’è stato un altro giudice che ha sospeso di recente le sanzioni di Trump contro Francesca Albanese. Ed anche qui non sono volate piogge di accuse contro il magistrato.

Insomma, ce n’è abbastanza per capire, prove alla mano, che il nostro capo del governo, Giorgia Meloni, con la democrazia, basata per definizione sulla distinzione e separazione dei tre poteri, non ha un grande e rassicurante feeling. Ne ha del resto dato prova pubblica quando scrivendo degli scontri di Torino del 31 gennaio tra un gruppo di manifestanti e alcuni poliziotti ha specificato: “Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio. Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni”.
A parte il fatto che non c’era nessun martello, Meloni ha poi fatto una figura barbina perché quando è corsa in ospedale a farsi immortalare coi due poliziotti ricoverati s’è visto che non avevano nessuna ferita, tant’è che sono stati dimessi nel giro di 24 ore.
