Pensionato lavora 24 ore in 4 mesi guadagnando 257 euro: l'Inps gli chiede 27mila euro (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Un pensionato ha lavorato complessivamente per appena 24 ore, distribuite nell’arco di quattro mesi, ricavandone una retribuzione netta totale di 257 euro. L’Inps ha poi preteso dall’uomo la restituzione dell’intero trattamento “Quota 100” percepito nel 2022, pari a 27.572,74 euro. Il Tribunale del lavoro di Monza ha però dichiarato illegittimo il recupero dell’intera annualità. La giudice ha quindi accolto il ricorso presentato con l’assistenza del Codacons e ordinato all’Istituto di rideterminare l’indebito, circoscrivendolo ai ratei mensili relativi ai periodi nei quali il pensionato aveva contemporaneamente percepito redditi da lavoro. L’Inps dovrà inoltre restituire le somme eventualmente già trattenute in eccesso.
“Richiesta sproporzionata e punitiva”
La richiesta di oltre 27mila euro a fronte di un reddito di 257 euro è stata definita una conseguenza “del tutto ingiustificata e punitiva”, tale da trasformare il divieto di cumulo in una “misura espropriativa”. La giudice ha poi affermato che la circolare amministrativa si pone “ultra legem” e conduce a risultati “palesemente sproporzionati e in contrasto con i principi costituzionali”. “È una decisione importante perché impedisce che poche ore di lavoro e un reddito minimo possano determinare la perdita di un’intera annualità di pensione. Il divieto di cumulo non può trasformarsi in una sanzione abnorme e sproporzionata”, ha spiegato il Codacons.
