Crisi, in Europa e in Italia i numeri fanno paura

Pubblicato il 17 Marzo 2009 13:06 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2009 13:06

Il numero di persone occupate nell’area dell’area euro è diminuito dello 0,3% (453.000 persone) nel quarto trimestre del 2008 rispetto al trimestre precedente, secondo le stime di contabilità nazionale pubblicato da Eurostat, l’Ufficio statistico delle Comunità europee.

La flessione dell’occupazione in Italia, stima dal canto suo Ires-Cgil, dovrebbe portare a un tasso di disoccupazione del 10,1% nel 2010. nel 2009 il tasso dovrebbe salire al 9,3% dal 7,4% del 2008. Nel triennio 2008-2010 ci sarà oltre un milione di disoccupati in più.

Proseguono al ribasso anche le stime del prodotto interno lordo (Pil) dell’Italia. Secondo Ires-Cgil, nel triennio 2008-2010 il Pil italiano potrebbe scendere del 4%.

Per il centro studi il dato deriva da un calo dell’1% nel 2008 e da un drastico ribasso del Pil nel 2009 che dovrebbe superare il 3%. Nel 2010 la diminuzione dovrebbe ridursi a -0,1%. La stima dell’Ires-Cgil è peggiore della più pessimistica stima fatta dal Res, che nel triennio prevede un calo totale del 3,4%, derivante da una riduzione del Pil dello 0,8% nel 2008, -2,5% nel 2009 e -0,1% nel 2010.

Il governo è pronto ad accogliere «suggerimenti» da parte delle imprese, ma nel «rispetto dei vincoli di bilancio» e, soprattutto, ascoltando tutti gli operatori «in trincea» e, quindi, le industrie, le imprese anche più piccole, gli artigiani e i commercianti.

Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, smorza un po’ le attese sull’annunciato incontro con la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: quello tra il premier e il presidente degli industriali italiani sarà dunque, «uno dei tanti incontri», parte del normale rapporto «fra chi ha responsabilità di governo e chi è in trincea».

Sule piccole imprese Bossi si fa sentire: «Le piccole imprese devono essere aiutate – dice – perché se non si investe» in questo segmento «chiudono molte fabbriche».