Diritto di cronaca/ Il giornalista non commette reato se diffonde documenti riservati che sono già agli atti di un processo

di Giancarlo Usai*
Pubblicato il 17 Giugno 2009 20:35 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2009 20:35

La Cassazione va incontro ai cronisti. E riconosce in una sentenza che il giornalista che ha reso pubblico un documento classificato come riservato non può essere condannato per «divulgazione indebita di atti di cui è vietata la pubblicazione».

La giustificazione a vantaggio del redattore non è però senza limiti: il documento in questione deve essere già stato acquisito nel fascicolo di un processo. Esce dunque indenne dal procedimento a suo carico il giornalista di “Report”, la trasmissione di Rai3, che aveva letto un’informativa della Guardia di finanza durante la puntata dedicata all’incidente aereo della Minerva Airlines, avvenuto a Genova nel 1999.

Dato che quell’atto era già agli atti di un procedimento penale a carico del titolare della compagnia “Panaviation”, la Suprema corte ha optato per l’archiviazione. Il punto è capire il modo in cui il documento viene divulgato: se non è accompagnato da commenti del giornalista e se sussiste un interesse pubblico alla sua diffusione, allora l’autore del servizio può stare tranquillo, almeno da un punto di vista penale.

*Scuola di Giornalismo Luiss