Obama, Sarkozy e il principe Carlo/ Sulla spiaggia in Normandia il ricordo del “giorno più lungo”. Celebrati i 65 anni dello sbarco, dopo qualche polemica ora i sorrisi

Pubblicato il 6 Giugno 2009 16:07 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2009 16:22

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha avuto il suo momento di gloria esclusiva, sabato mattina, all’arrivo del presidente americano Barack Obama, un po’ per forza di cose, essendo lui il padfrone di casa e poi anche perché così era stato predisposto dal cerimoniale, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario, il sessantacinquesimo, dello sbarco alleato in Normandia.

Nelle settimane scorse Sarkozy aveva tentato l’en plein, per rimanere l’unico capo di stato alla cerimonia, non invitando i reali d’Inghilterra, Elisabetta e Filippo, il cui paese ha peraltro dato un contributo di sangue alla liberazione della Francia ben superiore agli americani e certamente molto maggiore di quello dsto dai francesi. La manovra era stata però sventata dal principe Carlo, che sulla spiaggia di Omaha beach rappresenta infatti la Gran Bretagna.

Ma nella mattinata di sabato a Caen, in Normandia, ad accogliere Obama e la moglie Michelle c’erano solo lui, Sarkozy, con i suoi tacchi rinforzati e la moglie italiana, Carla Bruni.

Tra gli applausi della folla, Barack e Michelle Obama sono arrivati a Caen in aereo da Parigi, dove hanno lasciato figlie e prima suocera d’America.

Da notare che entrambe le first ladies erano in bianco: bianco candido per Michelle, bianco avorio per Carlà. Differente lo stile delle cinture: in metallo e con un’enorme borchia quella di Michelle, nera e minimale quella della Bruni.

 Sarkozy e Obama si sono poi recati per un breve incontro in prefettura, prima di volare insieme con le consorti al cimitero di Colleville sur-Mer, per le commemorazioni ufficiali.  Durante l’incontro in prefettura a Caen, e poi durante la breve colazione, i due capi di Stato hanno affrontato temi come la situazione in Medio oriente e la crisi economica mondiale.

Un breve volo i elicotttero e le due coppie presidenziali sono arrivate  al Memoriale di Colville e al Cimitero Americano, dove si sono uniti al principe Carlo, al primo ministro inglese Gordon Brown (tra lke tante amarezze di questi giorni, Brown ha dovuto anche fare un passo indietro nella lista Vip delkle celebrazioni). Il gruppo ha poi proseguito il tour delle spiagge dove avvenero gli abarchi delle truppe anglo – americane. Le spiagge sono ancor oggi ricordate con i loro nomi di codice: Omaha, Utah, Juno, Gold e Sword. Ad aspettare i capi di Stato e di governo, centinaia di veterani, sopravvissuti alla carneficina. Solo tra gli alleati, nella campagna in Normandia, ci furono 215 mila morti, cui vanno aggiunti quelli tedeschi.

Obama, che venerdì ha visitato Buchenwald, ha un interesse personale nel partecipare agli eventi odierni: uno dei suoi prozii, e lo stesso nonno paterno, sbarcarono in Normandia nel giorni successivi al D-Day.