Roma, riapre l’ospedale San Giacomo: sarà riservato ai ricoveri brevi. Intesa Alemanno-Marrazzo

Pubblicato il 24 Settembre 2009 - 15:58 OLTRE 6 MESI FA
Piero marrazzo e Gianni Alemanno

Piero Marrazzo e Gianni Alemanno

Riapre a Roma l’ospedale San Giacomo chiuso tra molte proteste il 31 ottobre 2008. Lo storico ospedale per decenni è stato un punto di riferimento importante a Roma dato che si trova in pieno centro, a pochi passi dal Parlamento.

Il piano, proposto dal governatore del Lazio Piero Marrazzo al sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha trovato d’accordo quest’ultimo. Il sindaco Alemanno ha dichiarato: «Collaboreremo con la Regione che ci ha trasmesso un progetto che ci sembra valido. Il Comune ci sta».

Malgrado i tanti debiti della sanità laziale, la Regione prevede di aprire al posto del classico ospedale una struttura più leggera a forte vocazione sociale, rivolta soprattutto ai malati cronici, cittadini con problemi mentali, disabili e pazienti con varie fragilità che beneficeranno di  ambulatori, day hospital e posti letto solo per brevi ricoveri.

Tra i presidi che verranno riaperti, ci sarà anche un centro diurno per l’Alzheimer, una struttura per malati mentali , un centro di neuropsichiatria infantile e una residenza sanitaria per anziani. Lo scopo è quello di servire pazienti che hanno bisogno di cure urgenti ma non di emergenza per così alleggerire anche il continuo utilizzo del pronto soccorso.

Soddisfatto il Comune anche per bocca del presidente della Commissioni politiche sanitarie, Ferdinando Aiuti. Tuttavia, malgrado queste adesioni, l’opposizione di centro destra della Regione Lazio protesta:  Donato Ribotta (Pdl) parla di rischio carcere per gli anziani che vanno a farsi ricoverare al San Giacomo dato che «là non c’è neanche un giardino» mentre Fabio Desideri (sempre Pdl) accusa la Giunta di centro sinistra di non aver mai presentato nulla che prevedesse la riapertura dell’ospedale in Consiglio. Ai vari consiglieri risponde Claudio Moscardelli (Pd): «L’assenso del sindaco segnala la bontà delle decisioni di Marrazzo».