Australia. Campagna governo anti-squali, proteste anche negli Usa

Pubblicato il 7 gennaio 2014 11:07 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2014 11:07

sharksAUSTRALIA, SYDNEY – Si intensificano le contestazioni degli ambientalisti, in Australia e ora anche in Usa, contro l’aggressiva campagna del governo dell’Australia Occidentale per catturare e uccidere i grandi squali al largo di popolari spiagge, con linee di grandi ami ed esche sospese a barili galleggianti. Oltre 4.000 persone si sono raccolte lunedi per protestare sulla popolare spiaggia di Cottesloe a Perth, mentre in Texas un gruppo guidato dall’ecologa Carey Barlow-Heyden sta raccogliendo migliaia di firme in una petizione pro-squali al governo australiano.

Il governo statale ha emesso un bando rivolto ai pescatori commerciali, con scadenza proprio martedi, per la sistemazione e il monitoraggio delle linee di ami ed esche, da posizionare a circa un km dalla riva. Il loro compito sarà di uccidere ogni squalo catturato che superi i tre metri. L’annunciata ‘strategia di mitigazione’ ha suscitato le ire di gruppi ecologisti, alcuni dei quali minacciano di rimuovere le esche dagli ami. Secondo gli ambientalisti vi sono prove schiaccianti che uccidere gli squali non previene gli attacchi e mette a rischio l’ecosistema marino.

“Vi saranno altri animali marini catturati dagli ami, e anche squali di meno di tre metri”, ha detto l’organizzatrice della protesta a Perth, Natalie Banks. Vi sono diverse altre soluzioni per prevenire gli attacchi, come i pattugliamenti in elicottero, la deterrenza con suoni sottomarini, l’etichettatura e il tracking di animali catturati e rilasciati, oltre all’uso di Twitter e di messaggi sms per notificare avvistamenti, ha aggiunto. C’� bisogno di proteggere gli squali, non di distruggerli, ha detto Jeff Hansen dell’organizzazione Sea Shepherd, la cui flotta è impegnata ora in acque antartiche per ostacolare la caccia ‘scientifica’ delle baleniere giapponese ai grandi cetacei.

“Quando uccidono uno squalo, ne scaricano il corpo in mare, attirando altri squali. Serve solo a peggiorare la cose. Centinaia di esperti e di scienziati hanno scritto al governo per condannare le sue misure”. Il premier Colin Barnett dell’Australia Occidentale ha riconosciuto che vi è una forte opposizione anche da parte di scienziati all’uccisione di squali, ma ha osservato che “come governo dobbiamo trovare un equilibrio e sette attacchi mortali in tre anni ci dicono che dobbiamo agire”.

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