Dalle frane sottomarine nell’Artico le risposte sui cambiamenti climatici

Pubblicato il 5 Settembre 2011 19:39 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2011 20:43

ROMA, 5 SET – Grandi frane sottomarine lungo l’Artico, sul margine continentale occidentale del Mare di Barents, sono state scoperte grazie a ricercatori italiani e spagnoli e promettono di riuscire a chiarire molti aspetti dei cambiamenti climatici. La scoperta, in via di pubblicazione, sarà presentata nel convegno congresso internazionale Geoitalia 2011, organizzato dal 19 al 23 settembre a Torino dalla Federazione Italiana di Scienze della Terra.

I sedimenti prodotti dalla fusione dei ghiacci sono stati individuati dalla nave di ricerca italiana Esplora, di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste, e dalla spagnola Hesperides. Entrambe hanno viaggiato lungo l’Artico, sul margine continentale occidentale del Mare di Barents. Sono state scoperte così le grandi frane sottomarine.

”Si sono formate in seguito all’intensificazione della glaciazione circa un milione di anni fa, la cui genesi è controllata dalle condizioni climatiche e dalla fusione dei ghiacci”, ha rilevato il coordinatore della ricerca, Michele Rebesco dell’Ogs.

Le ricerche nell’Artico, ha proseguito Rebesco, ”hanno portato anche ad altri risultati importanti, come la scoperta di sedimenti all’interno della fossa di Kveithola, che indicano il ritiro episodico della calotta glaciale del Mare di Barents, la cui precisa datazione e’ oggetto di una proposta internazionale di perforazione in via di perfezionamento”. E’ stato inoltre applicato un nuovo metodo basato sull’integrazione di misure oceanografiche e dati satellitari per conoscere la circolazione delle masse d’acqua atlantica e artica, che ha un profondo effetto sul clima terrestre.