Mare, Goletta Verde: un punto inquinato ogni 62 km

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Agosto 2015 12:59 | Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2015 12:59
Mare, Goletta Verde: un punto inquinato ogni 62 km

Mare, Goletta Verde: un punto inquinato ogni 62 km

ROMA – Bene la Sardegna e male la Sicilia. Allarme depurazione nei mari italiani, con un punto inquinato ogni 62 chilometri di costa: è il bilancio del laboratorio mobile di Goletta Verde, di Legambiente, che ha analizzato 266 campioni di acqua scoprendo cariche batteriche superiori ai limiti imposti dalla normativa nel 45% dei casi. I risultati, presentati venerdì 14 agosto  a Roma dall’associazione ambientalista, promuovono la Sardegna mentre ‘bocciano’ Sicilia,  Marche e Abruzzo.

Quella presentata da Goletta Verde non è una classifica delle Regioni italiane, ma i dati confermano ancora una volta la buona performance della Sardegna, con qualche criticità riscontrata solo in corrispondenza di foci di fiumi o canali, e la difficile situazione della Sicilia, con 14 punti inquinati o fortemente inquinati sui 26 monitorati.

Poche le criticità riscontrate nelle regioni dell’alto Adriatico, mentre le situazioni maggiormente critiche si registrano lungo le coste di Marche e Abruzzo, penalizzate anche dall’elevato numero di corsi d’acqua, canali e fossi che sfociano in mare. A livello complessivo, la metà dei 120 punti inquinati si trova presso spiagge, quasi sempre libere. Il 49% dei punti, sottolinea l’associazione, risulta non campionato dalle autorità competenti, cioè non sottoposto controlli sanitari, e il 38% risulta balneabile sul Portale delle Acque del ministero della Salute, mentre solo 14 punti sono vietati alla balneazione.

“L’inquinamento rilevato da Goletta Verde è causato essenzialmente da scarichi non depurati che attraverso fiumi, fossi e piccoli canali si riversano direttamente in mare. Una conseguenza diretta della mancanza di un trattamento di depurazione adeguato, che ancora riguarda il 42% degli scarichi fognari del nostro Paese”, ha dichiarato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente.