Riscaldamento globale: un metro d’acqua sommergerà Cuba entro il 2100

Pubblicato il 20 Giugno 2011 9:31 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2011 9:30

ROMA – Gli effetti del riscaldamento globale minacciano le isole dei Caraibi e soprattutto l’isola di Cuba, che entro il 2100 potrebbe vedere il livello del mare alzarsi sulle suo coste di quasi un metro. A dare l’allarme è Abel Centella, direttore scientifico dell’Istituto meteorologico, che da modelli matematici ha stimato un rialzo delle acque oceaniche e ne ha dato avviso ufficiale lo scorso venerdì.

Se entro il 2050 le spiagge vedranno il livello delle acque salire di circa 27 centimetri, ben diverso, e soprattutto preoccupante, è il quadro che i modelli di Centella descrivono per il 2100: ben 85 centimetri inghiottiranno le coste, producendo una modificazione significativa della struttura subacquea dell’area e comporteranno cambiamenti non solo per l’uomo, che abita tali terre, ma anche negli ecosistemi del luogo.

Monitorare i livelli delle acque è al momento l’unica soluzione che le forze governative hanno proposto, in attesa dello studio di una soluzione definitiva che andrà redatta tenendo conto di tutti gli effetti che un rialzo delle acque di questa entità potrebbe implicare.

“Ora come ora è urgente preservare le mangrovie, le barriere coralline, la vegetazione acquatica e le spiagge”, ha osservato Marcelino Hernandez, scienziato governativo del partito comunista. Questo perché “ognuno degli ecosistemi è una barriera naturale che difende le coste dall’impatto del cambiamento climatico. Se si deteriorano, le conseguenze saranno gravissime”, ha inoltre fatto notare Hernandez.

La situazione di Cuba non rappresenta però un caso isolato di pericolo legato al cambiamento climatico in atto, poiché molti sono le isole ed i paesi costieri che con l’alzarsi delle temperature ed il disciogliersi dei ghiacciai polari rischiano di venire sommerse, come dimostrato da diversi sudi internazionali, che hanno evidenziato la possibilità di crescita del livello delle acque dai 76 ai 190 centimetri.

I cambiamenti climatici che interessano oggi il pianeta costituiscono un elemento di forte dibattito nella comunità scientifica, divisa tra chi ritiene che l’umanità sia la principale cause dell’innalzamento delle temperature, e chi invece sostiene che tali variazioni siano imputabili ai cicli naturali. Quale che sia il ruolo dell’uomo nel riscaldamento del globo è necessario individuare una valida soluzione a tale problema, soluzione che non può limitarsi al solo monitoraggio delle acque, un controllo passivo e inerme a fronte delle implicazioni ecologiche ed economiche che dovremo affrontare.