“Sanità Lazio fuori controllo”: Carlo Picozza su Repubblica Roma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2013 12:19 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2013 12:19
"Sanità Lazio fuori controllo": Carlo Picozza su Repubblica Roma

“Sanità Lazio fuori controllo”: Carlo Picozza su Repubblica Roma (LaPresse)

ROMA – Blitz quotidiano vi propone come articolo del giorno “Conti, spesa e costi La sanità è fuori controllo” di Carlo Picozza su Repubblica Roma.

Uno studio della società di consulenza Deloitte certifica come i problemi della Sanità nel Lazio siano strutturali, ma che a sei anni dal Piano di Rientro varato dall’allora governatore Piero Marrazzo, non si riesce ancora a raddrizzare i conti. E in questo senso la gestione Polverini non ha fatto molto.

Un macigno sul groppone del neo governatore Nicola Zingaretti, che non potrà nei prossimi due anni ridurre l’addizionale regionale Irpef e l’aliquota Irap.

“Dati contabili inaffidabili, programmazione inesistente, governo del sistema debole, controlli mancati su spesa e costi. È il Servizio sanitario del Lazio così come esce dallo studio commissionato da Unindustria alla società di consulenza Deloitte. L’indagine prende le mosse dai resoconti della Corte dei conti e dei ministeri di Economia e Salute nel cosiddetto Tavolo di verifica del Piano di rientro dal deficit sanitario regionale: non c’è stato progresso sull’attendibilità dei conti, troppo incerti per non dire del tutto errati (quindi fuori controllo), e restano basse le capacità di programmazione, governo e di verifica sulla spesa. Tant’è, secondo Deloitte, per il prossimo biennio non ci sarà riduzione dell’addizionale Irpef e dell’aliquota Irap.

Le ragioni del dissesto sanitario sono strutturali non contingenti, ripetono tutti, governatore-commissario alla Sanità, Nicola Zingaretti, in testa, perciò le misure messe in campo finora non hanno dato i risultati attesi. «La partita del rientro dal deficit», spiega Guido Borsani, socio della Deloitte, «è stata giocata sul breve periodo; così le misure adottate hanno prodotto costi sociali alti e solo una piccola parte degli obiettivi». «A sei anni dal Piano di rientro», aggiunge il presidente di Unindustria, Maurizio Stirpe, «gli esiti delle manovre sono stati fallimentari e gli organi di verifica continuano a segnalare “inadempienze gravi e persistenti”».

Annuisce Zingaretti: «A giorni», annuncia, «introdurremo nuovi criteri di valutazione della qualità dei servizi: non è più ammissibile che errori e omissioni finiscano in un pozzo nero». Quindi, sanzioni e incentivi. «Vareremo una sperimentazione su alcune prestazioni “campione” per migliorare le cure e contenere i costi». «Gli interventi sulla frattura del femore», esemplifica, «in alcuni centri vengono eseguiti entro 48 ore solo per 2 pazienti su 100, in altri si riesce a operare nel 90% dei casi: la differenza è che un intervento dopo le 48 ore richiede più riabilitazione, perciò, costi più alti». Sistema analogo, con premi e penalizzazioni, varrà per colecisti e parto cesareo: «Di fronte a errori», ancora Zingaretti, «revocheremo l’accreditamento»”. […]

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