Berlusconi condannato a 3 anni per compravendita senatori VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 luglio 2015 20:07 | Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2015 21:43
Berlusconi condannato a 3 anni per compravendita dei senatori

Silvio Berlusconi (Foto Lapresse)

NAPOLI – Silvio Berlusconi è stato condannato dal Tribunale di Napoli a tre anni di reclusione per corruzione nel processo per la compravendita dei senatori che sarebbe avvenuta nel 2007. Alla stessa pena è stato condannato anche l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola. Il collegio dei giudici ha deciso anche una pena accessoria di cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per entrambi. Il processo, in ogni caso, si prescriverà il 6 novembre prossimo, e quindi la sentenza non sarà eseguita.

Berlusconi è accusato di aver pagato tra il 2006 e il 2008, proprio attraverso Lavitola, l‘ex senatore dell’Italia dei Valori Sergio De Gregorio, poi passato con il centrodestra, con l’obiettivo di sabotare il governo Prodi nell’ambito della cosiddetta “Operazione libertà”. Operazione che, aveva detto il pubblico ministero durante la requisitoria, ha rappresentato nella ricostruzione della Procura un

“colossale investimento economico diretto ad ottenere l’unico risultato che interessava all’uomo Berlusconi, ossessionato solo dalla volontà di mandare a casa Prodi e prenderne il posto”.

BERLUSCONI: “ASSURDA SENTENZA POLITICA” – “Prendo atto di una assurda sentenza politica al termine di un processo solo politico costruito su un teorema accusatorio risibile. Resto sereno, certo di aver sempre agito nell’interesse del mio Paese e nel pieno rispetto delle regole e delle leggi, così come continuerò a fare”: questo il commento di Silvio Berlusconi, che parla di “persecuzione giudiziaria” per ledere la sua “immagine di protagonista della politica”.

Duro anche il commento dell‘avvocato Niccolò Ghedini, difensore di Berlusconi: “E’ una sentenza che riteniamo clamorosamente ingiusta e ingiustificata”, ha detto, sottolineando che il processo si prescriverà il 6 novembre. L’avvocato ha spiegato che, dopo i 90 giorni previsti per il deposito delle motivazioni e i 45 per l’impugnazione in appello, il processo sarà già prescritto. Nonostante la prescrizione, Ghedini ha espresso l’auspicio che la Corte di Appello assolva Berlusconi nel merito.