Decadenza Berlusconi, si vota. Guerra e fuoco amico in Giunta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2013 12:10 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 13:31
Decadenza Berlusconi, voto in Giunta. Fuoco amico dal suo successore al Senato

La Giunta delle Elezioni al Senato (Foto Lapresse)

ROMA – Decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, si vota in Giunta delle Elezioni. E subito scoppia la bagarre. Il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, ha chiesto di cacciare Vito Crimi: “Denunciamo al presidente Grasso un fatto gravissimo mentre la giunta delle elezioni è in camera di consiglio, l’esponente del movimento 5 stelle, Vito Crimi, sta esprimendo su Facebook giudizi volgari e offensivi contro il presidente Berlusconi, violando il regolamento del Senato”.

In Giunta da una parte il Pdl, compatto attorno al proprio leader, sostiene che la legge Severino, che prevede la decadenza per i parlamentari condannati, non è applicabile per Berlusconi, perché al momento in cui fu commesso il reato di frode fiscale la legge non era in vigore. Dall’altra parte, orientati verso il sì alla decadenza, Pd, Sel e Movimento 5 stelle. 

Assenti alla seduta gli avvocati di Berlusconi, Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini: una scelta che, sottolinea il Corriere della Sera, può significare che la battaglia in giunta viene data già per persa. Anche perché il voto a favore è scontato. La vera battaglia sarà invece in Aula, dove i senatori dovranno ratificare (o respingere) la decisione presa dalla giunta.

Da fuori attaccano duramente: ” Non vi è dubbio che anche questa ulteriore violazione dei diritti costituzionali e dei principi della Convenzione Europea troverà adeguato rimedio nelle sedi competenti”.

Unica voce fuori dal coro nel Pdl è quella dell’avvocato Salvatore Di Pardo in rappresentanza di Ulisse Di Giacomo, senatore nella passata legislatura, ma soprattutto  primo dei non eletti in Molise, e quindi colui, se la decadenza fosse approvata, prenderebbe il posto di Berlusconi in Senato.

“Nessun senatore è imparziale, ha detto Di Pardo, i giudizi sono sempre politici, da una parte e dall’altra. I senatori non sono giudici e non devono essere terzi. Questa è una garanzia non una penalizzazione”. La decadenza di Silvio Berlusconi “non è una questione politica, ma di applicazione del diritto”. E ha ricordato che se Berlusconi fosse stato trattato come un cittadino qualunque non sarebbe già più senatore, come nel caso di tutti gli altri politici.

 

 

Schifani: “Via Crimi dalla Giunta”. Immediata la reazione del Pdl per bocca del capogruppo dei senatori Renato Schifani, che propone di cacciare via Crimi dalla Giunta: