Berlusconi attacca Renzi in politica estera: e lui in Libia?

Berlusconi attacca Renzi in politica estera: e lui in Libia?
Foto Ansa

ROMA – Sulla falsariga di Sarkozy si è mosso il Mattinale, per conto di Berlusconi:

“Berlusconi ha risposto al ministro della Difesa Roberta Pinotti accettando pienamente la richiesta di essere uniti in coalizione nazionale per affrontare questa guerra che ci è stata dichiarata. Ma essere tesi alla concordia nazionale non significa stendere un velo pietoso sugli errori e sulla compiacenza del governo Renzi verso un’Europa che ha tradito se stessa, e accettando l’egemonia tedesca, ha finito per essere ‘un nulla politico e uno zero militare assoluto”.

Piccola dimenticanza: le premesse del fiscal compact, dalla cui acritica e stupida applicazione tanti guai derivarono agli italiani, furono poste dal Governo Berlusconi e il primo assaggio del tallone tedesco si è avuto in Italia proprio quando lui era Presidente del Consiglio.

Che tutto si sia svolto a sua insaputa, perché era troppo preso dalla organizzazione dei bunga bunga e dalla preparazione della sua difesa in tribunale non è una attenuante ma una aggravante.

Invece il Mattinale insiste:

“Ci vuole un’altra Europa” e “in questo l’Italia ha un compito irrinunciabile. Ma Renzi è adeguato? Finora ha dimostrato di non esserlo assolutamente. Ma non rinunciamo a invitarlo a prendere una posizione finalmente all’altezza della storia e dell’identità del nostro popolo”.

“Serve una strategia condivisa sull’Isis, questo è quanto urgente da fare. Renzi cerchi di ripristinare a nome dell’Italia quell’alleanza che coinvolga Usa, Federazione Russa, Cina, alcuni Paesi arabi e faccia perno sulla guida europea, che è la più implicata. Non si tratta di sommare i nostri raid aerei a quelli francesi”,

Proprio come invece fece Berlusconi nel 2011 per tenersi buono Sarkozy e convincerlo a levare di torno Mario Draghi mandandolo alla Bce, così aderendo, a dir poco stupidamente, a una linea che lui stesso fino a poco prima aveva sostenuto, di sostegno a Gheddafi, dal crollo tanti guai ci sono venuti addosso.

Bisogna

“partecipare a una coalizione strategicamente e anche tatticamente ordinata. Dobbiamo puntare alla pace affrontando il problema alla radice. Noi ci siamo. Per qualcosa di meno che questo, non vale la pena”.

Gestione cookie