Clandestini e migranti. Enrico Letta a Bruxelles: aiuto o nulla di fatto?

di Sergio Carli
Pubblicato il 27 Ottobre 2013 6:14 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2013 23:58
Clandestini e migranti. Enrico Letta a Bruxelles: aiuto o nulla di fatto?

Enrico Letta sorride. Ma da Bruxelles è tornato a mani vuote

Immigrazione, clandestini, profughi, sbarchi in Italia. Enrico Letta va in missione in Europa, chiede aiuto e comprensione. Difficile capire come sia andata a finire leggendo i quotidiani italiani di sabato 26 ottobre. Ciascuno vede quel che vuole vedere, secondo che Enrico Letta sia un santo, un primo ministro, un avversario.

L’impressione è che gli altri Paesi europei guardino l’Italia con sospetto, con tutto il nostro melenso buonismo de sinistra, ma in concreto non è stato fatto nulla per allentare la pressione sulle nostre coste. Letta mostra la soddisfazione del burocrate che si è allontanato dalla schiena un siluro doloroso: adesso il tema è europeo, ha detto, come dire: “Mo’ so’ c….loro”. Invece, purtroppo, sono sempre solo nostri.

Diamo un’occhiata ad alcuni titoli, dai pro Letta a quelli più critici e probabilmente veritieri.

Repubblica:

“La Ue sui migranti: non lasceremo sola l’Italia. Letta dopo il vertice di Bruxelles: il tema ora è europeo”.

Corriere della Sera:

“Immigrazione, Olanda e Francia promettono aerei. Rinforzi alle missioni di controllo e salvataggio dul mare e dal cielo, Ma le scelte politiche sono rinviate”.

Libero:

“Altro che contrasto ai clandestini. Questa è l'”operazione traghetto”.I mezzi della Marina recuperano in mare 800 migranti fino a 100 miglia dalla costa. Così i mercanti di uomini possono iniziare le traversate sapendo che saranno aiutati”.

Manifesto:

“Non è successo.  Già rimossi i cinquecento morti di Lampedusa. A Bruxelles il vertice europeo che avrebbe dovuto dare una risposta umanitaria ai profughi delle guerre si è chiuso con un nulla di fatto. 24 paesi su 28 dicono no alla riforma del diritto d’asilo. Il premier italiano Letta torna a casa «soddisfatto»: in tasca una manciata di soldi e due aerei militari per il rafforzamento di Frontex promessi da Francia e Olanda”.