Genova, le fasi di costruzione del nuovo ponte in timelapse VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 29 Aprile 2020 12:20 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2020 12:22
ponte genova in timelapse

Genova, le fasi di costruzione del nuovo ponte in timelapse

ROMA – Le fasi di costruzione del nuovo ponte di Genova in timelapse.

L’ultima trave è stata fissata la mattina di martedì 28 aprile, a 40 metri di altezza. 

Il nuovo ponte va a sostituire il Morandi è praticamente terminato. 

Va a sostituire quello realizzato negli anni Sessanta dall’ingegner Morandi crollato il 14 agosto del 2018 facendo 43 vittime. 

E per i familiari delle vittime, quella di martedì 28 aprile è stata una giornata “dalle sensazioni contrastanti”, perché “osservare un ponte che torna su vuol dire anche ricordare quello crollato“.

Due immagini forti, che testimoniano come “l’angoscia sia ancora viva” tra i parenti delle vittime del ponte Morandi.

Genitori, zii, figli e nipoti: 43 famiglie che non riescono a scrollarsi di dosso la tragedia del crollo neppure oggi che il nuovo Ponte di Genova è stato completato, i suoi 1.067 metri che diventano il simbolo di un Paese che vuole rinascere.

Ma non dimenticare. “Ha ragione il premier Conte, oggi non è una festa ma un momento in cui ripartire con la vita”, afferma all’Ansa Egle Possetti, presidente del comitato ‘Vittime del Morandi’. Il disastro di Genova ha cancellato la sua famiglia: con la sorella Claudia, 48 anni appena, sono morti i due nipoti, Camilla e Manuele Bellasio di 12 e 16 anni, e il cognato Andrea Vittone, 49 anni.

Con la sorella formava una coppia affiatata, che aveva trovato l’amore da poco: si erano sposati venti giorni prima del crollo. La coppia era da poco tornata dal viaggio di nozze negli Stati Uniti, dove era stata con i due ragazzi.

Approfittando degli ultimi giorni di vacanza aveva deciso di trascorrere sulla Riviera ligure di Levante un giorno al mare, uno solo, ma il crollo del ponte se li è portati via.

Egle non era a Genova in queste ore, quando le sirene del cantiere hanno accolto con un fischio il varo dell’ultima campata d’acciaio del viadotto, la diciannovesima, perché impegnata al lavoro.

“Se quest’opera ci aiuterà a ritrovare la consapevolezza che le infrastrutture vanno controllate in un certo modo, allora sarà un giorno utile, da segnare sul calendario come un momento positivo”, osserva, rivolgendo “un plauso” a “tutti gli operai e alle maestranze” che hanno lavorato senza sosta in questi giorni.

Hanno fatto un lavoro eccellente – dice – in condizioni davvero difficili”.

Di festa, però, non vuol sentir parlare

. “Preferisco si parli di normalità – dice Egle Possetti – come in questi giorni ha detto bene Renzo Piano”, l’archistar che ha progettato il nuovo ponte. Per lei quel viadotto che si sbriciola sotto la pioggia inghiottendo i suoi cari “non è ancora una pagina chiusa”.

E non lo è neppure per le famiglie delle altre vittime, il 14 agosto di due anni fa scolpito nella mente, e nei cuore, come il peggiore degli incubi. “Abbiamo bisogno di altro tempo – conclude Egle – E, soprattutto, abbiamo bisogno di giustizia..” (fonte: YouTube, Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).