Le foto del volto contuso di Rihanna: cadono le accuse verso i poliziotti

Pubblicato il 29 Giugno 2012 - 20:24 OLTRE 6 MESI FA

LOS ANGELES – Cadono le accuse penali contro gli agenti di polizia di Los Angeles che avrebbero dato al sito ‘Tmz’ la foto del volto tumefatto di Rihanna, dopo l’aggressione di Chris Brown, allora fidanzato con la pop star e arrestato l’8 febbraio 2009 per averla picchiata alla vigilia dei Grammy awards. Il ‘Los Angeles times’ ha ottenuto un documento del tribunale in cui si apprende che dopo anni di indagini, i pubblici ministeri di Los Angeles non hanno recuperato le prove sufficienti per dimostrare che il tabloid avrebbe pagato i poliziotti per la foto.

Gli agenti Blanca Lopez e Rebecca Reyes possono ancora essere comunque licenziate per aver perso la foto. L’ex fidanzato Chris Brown si era dichiarato colpevole dell’aggressione ed è stato condannato a 5 anni di libertà vigilata e 6 mesi di servizi civili: pulizia delle strade e rimozione graffiti. Secondo i procuratori la foto è trapelata da una pila di immagini del volto contuso di Rihanna, lasciate sulla scrivania nella stazione di polizia e che uno degli agenti, Reyes, avrebbe scattato una foto con il telefonino della fotografica posta in cima alla pila di immagini.

I procuratori dicono inoltre che l’immagine sia stata inviata poco più tardi via e-mail dall’account della polizia a quello personale della Reyes. In quel periodo le due poliziotte erano compagne di stanza e i tabulati telefonici rivelano diverse telefonate fatte con le redazioni di Fox television e Tmz.

Ciò nonostante non sono emerse tracce di denaro, nei conti di Reyes e di Lopez, e non è emersa nessun’altra pista lucrativa legata alla foto. Dal documento del tribunale, si apprende che per provare che gli agenti abbiano infranto la legge, i procuratori avrebbero dovuto “dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che Reyes e Lopez hanno consegnato l’immagine di Rihanna a ‘Tmz’ in cambio di denaro”. In tal senso, “anche se i comportamenti emersi di Reyes e Lopez sono sospetti non sono sufficienti per sostenere un procedimento penale”.