“Mamma sono gay”. Video coming out da 108 milioni di clic divide la Cina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2015 14:48 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2015 14:48
"Mamma sono gay". Video coming out da 108 milioni di clic divide la Cina

“Mamma sono gay”. Video coming out da 108 milioni di clic divide la Cina

PECHINO – In Cina, le famiglie festeggiano il Capodanno lunare. I giovani che dalle campagne sono andati a vivere in città, nel momento in cui tornano nei villaggi di origine incontrano i genitori e i parenti vari vengono sottoposti alle domande di rito: “Sei findanzato/a? E quando ti sposi? E quando ci dai un nipote?”. Tutti rispondono spiegando come vanno le cose, mostrando magari le foto delle fidanzate o dei fidanzati. E se si tratta di un figlio gay? In Cina, fino al 1997 l’omosessualità in Cina era reato e ancora oggi le famiglie si sentono tradite e socialmente umiliate. Per denunciare la situazione, un’associazione civile ha girato un corto di sei minuti su Fang Chao, un giovane laureato che a Capodanno confida ai genitori di amare un coetaneo. “Tu sei morto” gli grida per reazione il padre nel momento della rivelazione. La famiglia si pente del suo gesto iniziale e dopo un po’ di tempo telefona al figlio per dirgli che è il benvenuto nella loro casa. Il video lo pubblica il Corriere della Sera che racconta quello che si vede nel filmato

 Il padre gli grida: «Tu per noi sei morto». Ma dopo anni di silenzio, proprio durante le feste il ragazzo riceve una telefonata da casa: «Torna, sarai sempre nostro figlio». Il video, messo online, è stato già visto 108 milioni di volte in pochi giorni. Segno che anche in Cina i diritti civili stanno avanzando. Il video si intitola “Huijia”, che significa “ritorno a casa”. Lo ha girato l’associazione PFLAG China, costituita nel 2008 sul modello del gruppo americano «Parents, Families and Friends of Lesbians and Gays» (FPLAG)”. 

“L’anno scorso il console britannico a Shanghai ha sposato il compagno, un uomo d’affari sino-americano. La cerimonia si è svolta a Pechino, nel giardino della residenza dell’ambasciatore di Sua Maestà. Da quando il Parlamento di Londra ha votato la legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, le coppie gay e lesbiche si possono sposare anche in 23 rappresentanze diplomatiche sparse nel mondo. Sul web, dove il console ha annunciato il suo matrimonio, decine di migliaia di cinesi gli hanno fatto le congratulazioni e gli auguri. Le nozze negate a Yuyu e Elsie Nel 2013 due ragazze lesbiche, Yuyu e Elsie, hanno aperto il caso delle coppie omosessuali in Cina. Sono andate all’anagrafe a Pechino per chiedere di registrare il loro matrimonio. L’impiegato ha detto che non è previsto, ha voltato le spalle e se ne è andato. Loro si sono sentite offese perché volevano discutere, spiegargli che in Francia, in Inghilterra ormai è normale [e in Italia? n.d.r]”

“Storia e foto sono finite sui giornali (evidentemente le due ragazze volevano far nascere il caso, ma la stampa cinese si è prestata perché comincia ad esserci sensibilità). Poi cento genitori di ragazzi e ragazze omosessuali hanno scritto ai delegati di Canton presso l’Assemblea del Popolo di Pechino, chiedendo di impegnarsi per varare una legge sulla regolarizzazione delle coppie dello stesso sesso. La stampa locale ha scritto che gay e lesbiche in Cina sono tra il 3 e il 5 per cento della popolazione, vale a dire tra 40 e 60 milioni di anime”.