Meloni sul palco tormentone Io sono Giorgia: “Entro Natale il mio primo disco” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2019 11:16 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2019 11:21
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La Meloni accolta con il tormentone Io sono GIorgia

ROMA – La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, venerdì 8 novembre sale sul palco per un comizio a Catania durante la convention MuovitItalia e viene accolta dal remix del suo discorso. La Meloni ironizza: “Entro Natale il mio primo disco”. La hit del momento accompagna l’intervento della Meloni durante l’evento organizzato dal sindaco di Catania Salvi Pogliese. 

A margine della manifestazione, la leader di Fratelli d’Italia ha parlato anche di Matteo Renzi: “Io penso che il bluff di Renzi si scoprirà appena gli italiani potranno votare perché funziona fin quando se ne parla sui grandi quotidiani, sui media, finché il gioco si mantiene in Parlamento. Ad occhio difficilmente Italia Viva avrà una lunga vita,e non mi pare abbia questo grande consenso tra gli italiani”.

Meloni: “Rispetto la Segre. Va protetta, ma sul mancato applauso non cambio idea”

Domenica 10 noevembre, la Meloni ha rilasciato un’intervista al Coriere della Sera in cui ha parlato del caso di Liliana Segre: “Tutti dobbiamo proteggere la senatrice Segre ma sul mancato applauso non cambio idea”. La Meloni spiega anche di non essersi pentita dell’astensione sulla commissione promossa da Liliana Segre, a cui pochi giorni dopo è stata anche assegnata una scorta. “No – afferma -, il discorso è diverso. Quello che sta accadendo non dipende dal voto sulla commissione. La senatrice Segre non e’ la prima esponente della comunita’ ebraica a cui purtroppo viene assegnata una scorta in Europa. E nella maggior parte dei casi il problema riguarda il fondamentalismo islamico”

All’obiezione che non è il caso dell’Italia, Meloni risponde: “Nel contrasto all’antisemitismo noi di FdI siamo totalmente a disposizione e non da oggi. Io per prima mi sono fatta portatrice di un pronunciamento unanime, raccogliendo una proposta di Riccardo Pacifici della comunità ebraica. E la senatrice Segre, per la quale ho un enorme rispetto, va protetta da tutta la società italiana, non ci sono divisioni su questo’. ‘Su quel mancato applauso – spiega anche – c’è stata una chiara mistificazione. Lì veniva applaudito il provvedimento e non certo la senatrice Segre, l’ho detto anche a lei quando ci siamo sentite al telefono. Il problema di quella commissione, che arriva da lontano e prima si chiamava commissione Boldrini, e’ che si lascia alla discrezione dei politici stabilire quali siano le parole d’odio e quali no. E questo non mi fa sentire tranquilla”. 

Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhanegiev