Ponte Morandi, torna in strada il camion Basko simbolo del crollo VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 agosto 2018 16:26 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2018 16:29
Ponte Morandi camion basko

Il camion della Basko fermo a 10 metri dal baratro

GENOVA – L’ormai famoso e celebre camioncino della Basko, una catena di supermercati di Genova [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], il simbolo della tragedia del Ponte Morandi, è ritornato nella sua rimessa di Bolzaneto ed è di nuovo operativo.

Le parti che erano rimaste danneggiate per qualche detrito sono state riparate e ora è diventato appieno il simbolo del crollo di ponte Morandi.

Il camioncino, quel maledetto 14 agosto, si è fermato a pochi passi dal baratro grazie alla prontezza di riflessi del suo autista, Luigi Fiorillo, 37 anni. Dopo due giorni è stato rimosso insieme agli altri mezzi rimasti lì, su quel che rimane del ponte.

Per molte ore il camion è stato fotografato e ripreso diventando il simbolo di chi da questa tragedia si è salvato. Fiorillo è originario di Salerno ed è sposato. Ha raccontato che “ad un certo punto è tremato tutto. La macchina che avevo davanti è sparita, sembrava inghiottita dalle nuvole. Ho alzato gli occhi, ho visto il pilone del ponte cadere giù. Ho frenato. Non ho solo frenato, ho inchiodato quasi bloccando le ruote. Istintivamente quando mi sono trovato il vuoto davanti ho messo la retromarcia, come per cercare di scappare da quell’inferno”.

Il camion che guidava si è fermato a dieci metri dal baratro. L’autista ha raccontato: “Sono saltato fuori e ho fatto un passo indietro di un metro, quando ho visto che ero vicino al bordo. Mi sono messo a correre” ha spiegato al reporter del Daily Mail venuto dalla Gran Bretagna per intervistarlo. “Ho visto la morte in faccia, mi sono salvato per miracolo”, ha ripetuto ancora Fiorillo. Ai soccorritori ha spiegato quello che ha visto prima di cominciare a scappare: “Ho visto la strada crollare, e inghiottire tutte le macchine che avevo davanti a me”.

(Video Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)