Carlo Verdone parla dell’Italia: “Paese mitomane, razzista e cocainomane”

Pubblicato il 26 Novembre 2009 - 13:00 OLTRE 6 MESI FA

“Mitomania e cocaina, le patologie della nostra società. L’Italia è anche un Paese razzista. E se non vai a ‘Uomini e donne’ non sei nessuno”. E’ questo il ritratto del nostro paese secondo Carlo Verdone, protagonista del prossimo numero del mensile di cinema Ciak, in edicola venerdì, un numero speciale scritto e diretto dal regista.

Verdone ha partecipato alla realizzazione del nuovo numero, regalando ai lettori immagini e contributi inediti, a partire dall’editoriale, che illustra ai lettori il suo “manuale verdoniano” di regia.

Verdone si confessa poi in una lunga intervista firmata dal direttore del mensile, Piera Detassis, a partire dal suo ultimo film appena concluso, “Io, loro e Lara” (in uscita il 5 gennaio) dove interpreta il ruolo di un prete missionario di ritorno dall’Africa.

“La vera caratteristica contemporanea – dice Verdone parlando dell’Italia – è la mitomania. Se non vai a “Uomini e donne”, al “Grande fratello” o a “C’é posta per te”, non sei nessuno, il che è insopportabile in una società dove esisti solo se appari”.

“La mitomania – secondo Verdone – si accompagna con la diffusione pazzesca della cocaina, droga che ti fa perdere la percezione del limite. Un tempo era lo stupefacente dei ricchi, oggi la prendono l’elettricista e il fornaio, con il risultato che se je tamponi la macchina t’ammazzano”.

Parlando del razzismo, “In Italia – dice infine Verdone – non abbiamo una cultura dell’accoglienza, contro ogni luogo comune siamo un Paese razzista, vince ancora la mentalità da antico romano”.