Cronaca Europa

Anis Amri, tutti gli errori della sicurezza tedesca su attentato di Berlino

Anis Amri, tutti gli errori della sicurezza tedesca su attentato di Berlino

Anis Amri, tutti gli errori della sicurezza tedesca su attentato di Berlino (foto Ansa)

BERLINO – Una serie di errori marchiani nella sicurezza tedesca hanno fatto sì che un richiedente asilo tunisino, fosse libero di mettere in atto il massacro di Berlino, nel mercatino di Natale. E’ la ricostruzione del Daily Mail sul tragico attentato e, inoltre, sottolinea le domande spinose a cui dovranno rispondere i servizi di sicurezza tedeschi: Anis Amri, un criminale incallito, infatti, avrebbe dovuto essere espulso mesi fa.

Il 24enne, cui pende sulla testa una taglia di 100.000 dollari, dopo il suo arrivo in Germania nel 2015, da diversi mesi era nel mirino dell’intelligence tedesca. Nel 2016, spiega il Daily Mail, è stato arrestato tre volte e la richiesta d’asilo respinta, ma i documenti di espulsione non sono stati rispettati e lui è scomparso.

L’estremista tunisino era noto per essere un sostenitore dello Stato islamico e aver ricevuto un addestramento sulle armi. Non solo, ha anche cercato di reclutare un complice per un attacco terroristico, le autorità ne erano a conoscenza, ma rimane ancora in libertà.

E ‘stato indagato per la pianificazione di un “grave atto di violenza contro lo Stato” e, il mese scorso, gli agenti antiterrorismo su lui avevano avuto uno scambio di informazioni.

I report suggeriscono che i servizi di intelligence, di recente, si parla di poche settimane fa, potrebbero aver perso le tracce di Amri, dopo essere diventato un clandestino.

I fatali errori, sottolinea il Daily Mail, sono un’ulteriore vergogna per i servizi di sicurezza tedeschi che, dopo la strage in cui sono morte 12 persone e 48 ferite, hanno sprecato diverse ore a interrogare un innocente pakistano richiedente asilo.

La polizia tedesca sta affrontando una corsa disperata per rintracciare e arrestare Amri, descritto come armato e “molto pericoloso”, prima che possa commettere qualsiasi ulteriore attacco terroristico.

La scorsa notte circolavano voci che la polizia avesse effettuato dei raid in due indirizzi di Berlino ma, successivamente, è arrivata la smentita.

Amri ha trascorso quattro anni nel carcere di Palermo, per atti di violenza e vandalismo all’interno di un centro migranti dove era stato accolto dopo il suo arrivo in Europa.

Agenti della sicurezza tunisina hanno anche rivelato che, nel paese d’origine, è stato condannato in contumacia per furto aggravato con violenza.

Un anziano politico tedesco degli affari esteri ha sottolineato l’ atrocità sulla “correttezza politica istituzionale”, e sostenuto che, se la polizia avesse imposto la legge, Amri non sarebbe stato libero di agire.

Nel frattempo, un mandato di arresto europeo, emesso nei confronti di Amri rivela che il ricercato ha utilizzato almeno sei alias differenti in tre diverse nazionalità. Le fotografie mostrano come è cambiato il suo aspetto nel corso degli anni.

La sua famiglia, in Tunisia, è stata interrogata dalla polizia locale, i fratelli hanno deplorato l’atto terroristico e detto che se colpevole del massacro, Amri “merita di essere condannato”.

Dopo che i suoi documenti d’identità sono stati trovati all’interno del tir utilizzato per la strage, Amri è diventato l’uomo più ricercato d’Europa.

E’ emerso che la richiesta d’asilo di Amri, la scorsa estate è stata respinta poiché non era in possesso dei requisiti giusti ma il sistema tedesco, per motivi sconosciuti, gli ha concesso il documento di “tolleranza” che ha permesso ad Amri di rimanere temporaneamente. Avrebbe dovuto essere espulso prima della fine del 2016.

Le autorità tedesche erano in contatto con quelle tunisine per dotarlo di passaporto e rispedirlo a casa ma, la Tunisia, aveva affermato che non c’era traccia che Amri fosse un cittadino.

Il paese ora è accusato di aver ritardato l’estradizione, dal momento che i nuovi documenti di identità sono arrivati in Germania, due giorni dopo l’attacco terroristico.

Le autorità tedesche hanno tenuto d’occhio Amri per diversi mesi nel corso dell’anno, per cercare di stabilire se avesse progettato una rapina per finanziare l’acquisto di armi automatiche per un possibile attacco con dei complici.

Ma l’operazione di sorveglianza, è terminata quando i servizi di sicurezza non hanno potuto provare la fondatezza dei loro sospetti, afferma una fonte giudiziaria.

Nel mese di luglio, Amri è stato arrestato a Berlino per un reato sconosciuto mentre era in autobus e, successivamente, è stato accusato di aggressione per una questione di droga. Nel mese di agosto, è stato arrestato poiché in possesso di un documento italiano contraffatto ma, ancora una volta, è stato rilasciato.

Ha avuto contatti con i predicatori che hanno promosso la jihad tra i giovani tedeschi convertiti all’Islam. Secondo i media, Amri ha vissuto per un certo periodo con un predicatore di odio di Dortmund, attualmente in stato di arresto per il suo coinvolgimento con Isis.

Il tunisino è anche noto per aver partecipato alle prediche di Abu Walass, ora in carcere con l’accusa di radicalizzazione dei giovani. Il cosiddetto “predicatore senza volto”, pubblicava dei video on line, in cui teneva sermoni ma con le spalle girate alla telecamera, spesso avvolto in un mantello e un cappuccio nero.

Il predicatore, che si ritiene abbia tre mogli, su Facebook aveva 25.000 seguaci e nel 2014 aveva persino offerto una sua app.

Sembra che Walass volesse inviare Amri in Siria ma il tunisino aveva preferito progettare il piano per un attacco terroristico in Germania.

Un altro investigore ha detto:”Si suppone che le prove non fossero abbastanza forti per poterlo arrestare”.
Nel suo profilo Facebook, Amri ha messo dei “like” ai link del gruppo terroristico tunisno Ansar al-Sharia, un gruppo di tunisini i cui seguaci sono collegati agli estremisti che a marzo 2015 uccisero 22 persone al Museo del Bardo di Tunisi e successivamente 39 turisti a Sousse, una località balneare.

Amri era in contatto con i militanti islamici del Nord Reno-Westfalia (NRW) ed è era noto ai servizi di sicurezza tedeschi, come ha affermato il ministro dell’Interno Ralf Jaeger.

La caccia all’uomo più ricercato d’Europa continua ma nel frattempo è emerso che:
° Il documento d’identità di Anis Amri, 21, un richiedente asilo tunisino, è stato rinvenuto sotto il sedile del Tir. Il sangue nella cabina fa pensare che potrebbe essere gravemente ferito.
° La polizia ha fatto 500 appelli e insiste che, nonostante la pasticciata indagine iniziale, potrebbero arrestare il tunisino. Pare che il DNA e il GPS collegato al Tir, potrebbero portare a una svolta.
° Il Tir guidato all’impazzata tra la folla al famoso mercatino di Natale a Berlino ha provocato la morte di 12 persone, 48 feriti di cui 16 gravemente.
° Ore prima dell’attentato il tir carico di tubi d’acciaio, arrivava a Berlino dall’Italia, è stato dirottato da un autista polacco Lukasz Urban, con un figlio, ed è stato trovato ucciso nella cabina. Non è ancora chiaro quando è morto.
° La polizia ha arrestato Naved B sulla base di una descrizione di un testimone che affermava che correva ed era passato col semaforo rosso. Naved, unico sospettato, è stato rilasciato per mancanza di prove.
° Angela Merkel affronta la tempesta a causa della sua politica d’accoglienza e ammette:”Se fosse confermato, per tutti noi sarebbe particolarmente difficile sopportare che una persona richiedente protezione e asilo in Germania, abbia commesso questo crimine”.

La strage, conclude il Daily Mail, per la Merkel, candidata nel 2017 a cancelliere per la quarta volta, potrebbe trasformarsi in un suo disastro politico. La Merkel, al potere da oltre 11 anni, ha puntato molto sulla politica dell’accoglienza.

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