Alex Giarrizzo: “Rom rapiscono mio figlio, li ho fermati”. Tutto falso perché…

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2014 11:18 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2014 12:03
Alex Giarrizzo: "Rom rapiscono mio figlio, li ho fermati a pugni". Tutto falso

Alex Giarrizzo: “Rom rapiscono mio figlio, li ho fermati a pugni”. Tutto falso

TORINO – “I rom hanno tentato di rapire mio figlio, sono riuscito a fermarli a pugni ma sono scappati”. E segue appello per scovare quello “zingaro” colpevole di uno dei peccati più brutti: rapire bambini, soprattutto quelli biondi e con gli occhi chiari. Ma Alex Giarrizzo, operaio di 31 anni della provincia di Torino, si era inventato tutto domenica scorsa. Nessun rapimento, nessun inseguimento, nessun rom fuggito su una Renault grigia, figurarsi una colluttazione per riprendersi il bambino. Tutto finto perchè…perchè Alex aveva portato una sera il figlio e un amichetto a una festa di paese a Borgaro. E sarà la folla, le mille attrazioni e distrazioni, fatto sta che per qualche minuto ha perso di vista i bambini.

Li ha cercati da solo, poi ha coinvolto altra gente, infine ha fatto un annuncio col megafono. E alla fine li ha ritrovati, lui da solo, che guardavano una mostra di cani. Ma a quel punto Alex ha avuto un pensiero: e se mi togliessero la custodia del bambino per via di questa colpevole distrazione?

E allora Alex inventa, nella sua fantasia prende corpo il fantasma più scontato: lo zingaro brutto e cattivo che rapisce bambini. Lo ha sostenuto anche davanti alle telecamere locali: perché il figlio l’aveva sì ritrovato, ma voleva assicurare alla giustizia quell’uomo sconosciuto. Segue la creazione di apposite pagine Facebook per dare la caccia all'”uomo nero”, pagine che attirano anche commenti razzisti e alimentano una paura vecchia come il mondo.

Primo passo falso davanti ai carabinieri: tra le tante foto che gli mostrano di rom pregiudicati lui riconosce uno in particolare. Si dice certo al 90%, è lui. Ma quello in foto era in galera da tempo: impossibile che fosse lui. Poi altri dubbi: le telecamere della zona non avevano ripreso nulla di anomalo, nulla di strano. Poi un interrogatorio approfondito e infine il crollo di Alex, operaio che temeva di perdere la custodia del figlio: “Sì, mi sono inventato tutto”. Pagherà cara la messinscena: adesso è accusato di calunnia, procurato allarme e abbandono di minore.