Alfio Marchini, Cassazione respinge ricorso del Fisco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2013 22:32 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2013 22:32

Alfio Marchini, Cassazione respinge ricorso del FiscoROMA – Respinto dalla Cassazione il ricorso con il quale l’Agenzia delle Entrate, non centrando il tema del reclamo, ha cercato di riaprire la cartella fiscale relativa all’imposta di successione a carico dell’imprenditore romano Alfio Marchini – che ha debuttato in politica la scorsa primavera nella corsa a sindaco di Roma – in seguito alla morte del padre Alessandro.

Il fisco sosteneva che a favore di Marchini, e delle altre due eredi della dinastia capitolina di costruttori, erroneamente la Commissione tributaria regionale del Lazio, con sentenza del 2006, aveva riconosciuto una detrazione eccessiva per alcune passività non supportate da adeguata documentazione giustificativa. La Commissione, però, aveva replicato che sarebbe spettato all’Agenzia delle Entrate esibire le prove di quanto sostenuto contro Marchini e aveva confermato così l’annullamento della cartella inviatagli.

Un punto di vista, questo, non condiviso dalla Suprema Corte che nel prenderne le distanze ricorda come “in casi simili la legge (art.23 del d.lgs n.346 del 1990) pone l’onere dimostrativo delle condizioni di deducibilità in capo ai contribuenti”. Però, malgrado la Commissione abbia sbagliato nell’affermare – alla base del suo verdetto – una simile suddivisione dell’onere della prova “difforme dal modello legale”, la Cassazione non lo ha potuto mettere in discussione perché l’Agenzia delle Entrate non ha messo questa ratio decidendi nel mirino del suo ricorso che ruota, invece, su profili non pertinenti. Quanto alla imposta di successione light, i supremi giudici scrivono che “può invero considerarsi incontroverso che si verteva in tema di passività ritenute indeducibili ma esistenti”.