Castelnuovo Magra (La Spezia): l’assassino di Giacomelli picchiava la moglie dell’assessore, con cui aveva una storia

Pubblicato il 31 Dicembre 2010 19:42 | Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre 2010 19:58

Si delinea una storia di persecuzioni e di stalking da parte dell’assassino ai danni della ex moglie, dietro l’omicidio del consigliere comunale di Castelnuovo Magra (La Spezia) Andrea Giacomelli, ucciso il 30 dicembre da Antonio Silvestro, arrestato dai carabinieri in Campania. Da quanto emerge, durante la separazione fra Antonio Silvestro e l’ex moglie Rita c’erano state minacce, ha scritto la donna su Facebook, ma anche botte e violenze che Rita aveva denunciato: ”So cosa significa subire le botte. Io ne sono stata una vittima e so cosa significa vivere nel terrore giorno per giorno. L’importante è credere sempre in ciò che si desidera e combattere perché i tuoi desideri possano avverarsi e i miei ora sono realtà”.

Secondo le denunce c’erano state anche minacce successive, quando Rita, dopo la separazione, si era accompagnata ad Andrea Giacomelli, il consigliere comunale ucciso ieri a colpi di pistola. Rita, che gestisce una lavanderia automatica all’interno del centro commerciale “La Miniera” dove la vittima gestiva il bar “Jolly”, aveva intravisto la possibilità di avere di nuovo pace e amore con la nuova relazione. Per questo Silvestro, che prima aveva tentato di trattenerla con la violenza, ha spostato le sue attenzioni sul suo nuovo amore.

Anche il consigliere ucciso aveva infatti segnalato alle forze dell’ordine le minacce di morte ricevute ma non aveva sporto denunce perché, aveva spiegato agli amici, non voleva rovinare quell’uomo. Da quanto emerge, Silvestro, secondo l’accusa, avrebbe preparato l’omicidio cercando di crearsi un alibi: prima delle feste ha lasciato Castelnuovo Magra ed è andato ad Afragola, il paese di origine, poi è tornato prima di Natale a prendere i due bambini e li ha portati con sé in Campania dai suoi genitori. Per l’omicidio sarebbe rientrato di nascosto in Liguria e dopo l’assassinio è tornato ancora ad Afragola cercando di sostenere poi la tesi che non si era mai mosso da lì.

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