Banche sciopero venerdì 30 gennaio: sportelli chiusi e bancomat non riforniti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Gennaio 2015 16:25 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2015 17:39
Banche in sciopero: sportelli chiusi in tutta Italia il 30 gennaio

Banche in sciopero: sportelli chiusi in tutta Italia il 30 gennaio

ROMA – Banche chiuse il 30 gennaio per lo sciopero generale indetto dalla Cgil e dagli altri sindacati della categoria sul rinnovo del contratto nazionale. Venerdì gli sportelli delle banche italiane resteranno chiusi e i bancomat non saranno riforniti, mentre ci saranno manifestazioni nelle piazze di Milano, Roma, Ravenna e Palermo.

Lo sciopero è stato indetto perché i sindacati ritengono inaccettabile la posizione dell’Abi, che ha offerto un aumento del’1,85% e chiedono

“il riconoscimento dell’inflazione, una blindatura contrattuale delle previsioni normative sulle esternalizzazioni, e una contrattualizzazione di secondo livello”.

Cristina Casadei sul Sole 24 Ore scrive:

“Lo sciopero si svolgerà dall’inizio fino al termine del normale orario di lavoro. In particolare per quanto riguarda:

– i turnisti per la durata del turno che inizia il 30 gennaio;

– i lavoratori in part time orizzontale/verticale per la durata del normale orario di lavoro individuale del 30;

– i quadri direttivi per la prestazione lavorativa del 30, indipendentemente dalla collocazione oraria.

– per i lavoratori con reperibilità per l’intera giornata del 30”.

Agostino Megale, leader della Fisac Cgil, ha dichiarato:

“Nelle assemblee che abbiamo svolto in vista dello sciopero, abbiamo registrato un grandissimo consenso tra i lavoratori circa le nostre posizioni. Un riconoscimento che prefigura per domani una grande giornata di mobilitazione. Il contratto nazionale deve rimanere primo elemento di diritto, non derogabile, a difesa dell’occupazione e dell’area contrattuale; il bancario non è un numero senza volto, ha una storia, una carriera, una professionalità e il diritto di difendere il potere d’acquisto dei salari e la dignità del lavoro; i bancari vogliono rimanere al servizio del Paese, contro l’egoismo dei banchieri al fianco dei clienti e dei risparmiatori”.