Bari, smarrite intercettazioni: processo del 1993 da rifare

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2015 0:54 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2015 0:57
Bari, smarrite intercettazioni: processo del 1993 da rifare

Bari, smarrite intercettazioni: processo del 1993 da rifare

BARI – Michele Molfetta fu ucciso a Bitritto per errore il 18 febbraio 1993 durante una rapina in un negozio di giocattoli. Aveva 38 anni e la sua famiglia aspetta ancora giustizia. Nel fascicolo del giudice chiamato a decidere dopo 22 anni sulla responsabilità dei suoi presunti sicari, però, si scopre che manca il faldone delle intercettazioni. Così il gup del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli ha restituito gli atti alla Procura perché ritrovi le carte smarrite.

Molfetta fu ammazzato dinanzi alla figlia di quattro anni da rapinatori mascherati da pagliacci. L’inchiesta, nel corso degli anni passata per le mani di quattro pm, nel 2008 è giunta ad una svolta grazie alle dichiarazioni di alcuni pentiti. Imputati sono il boss (pentito di recente) Antonio Di Cosola insieme con Antonio Lombardi, Cosimo Di Cosola, Giuseppe Ladisa e Giuseppe Lopiano. A 22 anni dal fatto e a pochi mesi dall’avvio dell’udienza preliminare, però è tutto da rifare.

“E’ un fatto grave”, ha commentato il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, secondo cui “la sparizione del fascicolo non è sicuramente un fatto degli ultimi tempi”. “Del resto – dice – siamo in una situazione logistica assolutamente inadeguata, basta girare nei corridoi della Procura per rendersi conto dello stato in cui si trovano i fascicoli”. Ma non è tutto. Il giudice ha anche dovuto stralciare la posizione di tre imputati, due dei quali accusati dell’omicidio Molfetta, perchè ci si è resi conto solo ora che all’epoca dei fatti avevano non più di 17 anni. Di loro, quindi si dovrà occupare il Tribunale dei Minori.

Nel processo sono contestati altri due omicidi, quello di Angelo Di Benedetto (risalente al 1996) e quello di Michele Scannicchio (1997), oltre una serie di altri reati dichiarati ormai quasi tutti prescritti (tentati omicidi, ferimenti, porto e detenzione illegale di armi, rapine e un sequestro di persona).

Solo due imputati sono stati condannati con rito abbreviato: per l’omicidio Di Benedetto, Michele Armenise (14 anni e 8 mesi) e Pietro Giangregorio (9 anni e 4 mesi). Assolto invece per lo stesso fatto Sigismondo Strisciuglio. Il gup ha poi disposto il rinvio a giudizio per sette persone accusate dei due delitti Di Benedetto e Scannicchio e di un tentato omicidio dell’aprile ’97.

Le indagini, avviate alla fine degli anni ’90 dall’allora pm antimafia Michele Emiliano, sono giunte ad una svolta solo una decina di anni più tardi, con le rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Il fascicolo stralcio aperto dalla Dda di Bari dopo i nuovi elementi acquisiti risale al 2008. Altri tre pm in questi sette anni si sono occupati in successione del procedimento, arrivato poi dinanzi ad un giudice solo a febbraio scorso.