Bibione, stop ai massaggi in spiaggia. Per i clienti multe “salate” di 50-100 €

Pubblicato il 7 luglio 2012 19:44 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2012 19:57

BIBIONE (VENEZIA) – Se è vostra intenzione cedere alla tentazione di farvi fare un massaggio in spiaggia a Bibione, occhio perché potrebbe costarvi un vero e proprio salasso. Ad attendervi multe tra i 50 e i 100 euro, oltre il prezzo del servizio rigorosamente abusivo: è il costo della sanzione decisa dall’amministrazione comunale di San Michele al Tagliamento, competente per la località turistica veneziana.

Da lunedì, quando scatterà il provvedimento previsto dal nuovo regolamento per la vivibilita’ urbana votato dal consiglio comunale, anche il cliente di turno del massaggiatore abusivo, di solito cinese, se ‘pescato’ dalla polizia locale dovra’ pagare una multa. Una sanzione che richiama quella applicata da tempo in molte localita’ turistiche e citta’ d’arte per chi compra borse o oggetti che delle grandi griffe hanno solo il marchio contraffatto; una multa che alla lontana suona come quella applicate a chi si ‘trattiene’ in strada con prostitute.

”Il fenomeno dei massaggi in spiaggia – spiega il comandante della polizia locale, Andrea Gallo – è molto diffuso. Oltre a un problema di salute, visto che queste persone non hanno normalmente alcun titolo scientifico per mettere le mani sul corpo di una persona, c’e’ una questione economico-fiscale. A Bibione abbiamo ogni anno mediamente 6,5 milioni di presenze turistiche e se solo l’1% di queste dice si’ alla proposta di un massaggio o di altre attivita’ offerte, che costano mediamente 20 euro, abbiamo un giro di denaro in nero che supera 1,3 mln di euro”.

Il regolamento comunale non ha trascurato, pensando alla mannaia della sanzione da applicare, alcun tipo di fattispecie di offerta abusiva in spiaggia: oltre al classico massaggio, cosi’, nella casistica sono compresi il taglio dei capelli, i tatuaggi, le treccine. ”Per noi – aggiunge Gallo – quando deciso dal consiglio comunale è molto importante, E’ come chi ha deciso di sanzionare il trasporto dei borsoni carichi di oggetti falsi”. Il richiamo e alla non tanto lontana Venezia, dove la pratica dei massaggi non e’ all’ordine del giorno, mentre la questione dei venditori abusivi è in prima linea nei pensieri del commercianti, dei vigili urbani e della forze dell’ordine da anni.

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L’ultima idea, pare destinata a non aver alcun seguito, quella dell’utilizzo diffuso di vigilantes davanti ai negozi attorno a San Marco per impedire che gli ambulanti abusivi distendano le loro lenzuola bianche cariche di mercanzia. Anche Jesolo, a titolo di esempio, da tempo e’ in prima fila nella lotta al commercio abusivo – diverse le iniziative messe in campo – e con l’arrivo del bel tempo di solito cominciano a fioccare le multe agli incauti acquirenti di oggettini contraffatti. Il caso simbolo, e primo della serie, resta quello della turista austriaca che due estati fa si e’ vista appioppare una sanzione da mille euro per aver comprato un borsellino griffato autenticamente falso per sette euro.