Braccianti inventati, disoccupati finti. 10? 100? Mille nella sola Locride

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Aprile 2019 14:01 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2019 14:26
Braccianti inventati, disoccupati finti. 10? 100? Mille nella sola Locride

Braccianti inventati, disoccupati finti. 10? 100? Mille nella sola Locride

ROMA – Braccianti inventati per simulare lavori nei campi, disoccupati finti per costringere l’Inps a sganciare gli assegni di disoccupazione: ne hanno beccati mille, mille dipendenti fantasma nella sola Locride in Calabria, assunti virtualmente solo per fregare lo Stato.

I finanzieri del Gruppo di Locri con l’Ufficio vigilanza ispettiva dell’Inps di Reggio Calabria hanno scoperto una truffa ai danni dell’Istituto compiuta da 31 aziende agricole della Locride che tra il 2012 al 2018 hanno assunto fittiziamente oltre 1.000 dipendenti con un danno alle casse dello Stato di 5 milioni. I rappresentanti legali delle imprese sono stati denunciati per truffa aggravata e falsità ideologica insieme ai 1.000 falsi braccianti, alcuni dei quali in passato denunciati per associazione mafiosa.

Le imprese, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Locri, presentavano all’Inps falsi contratti di affitto e/o comodato di terreni riconducibili anche a soggetti ignari, completamente estranei alla truffa, oltre a false denunce aziendali trimestrali attestanti l’impiego, mai avvenuto, di operai per consentire l’indebita percezione di indennità di disoccupazione, malattia, assegno nucleo familiare e maternità.

Nel corso delle indagini sono state acquisite informazioni dai proprietari dei terreni estranei alla truffa e, attraverso l’analisi documentale, sono state ricostruite le false dichiarazioni e comunicazioni all’Inps dei falsi datori di lavoro con oltre 125.000 giornate lavorative mai effettuate e comunicate, che hanno generato indennità previdenziali e assistenziali per circa 5 milioni di euro.

Inoltre, gli accertamenti condotti hanno consentito di appurare che non sono stati versati nelle casse dello Stato contributi previdenziali Inps a carico delle aziende agricole segnalate per circa 770 mila euro. Alcuni dei braccianti agricoli sono risultati possedere beni mobili di lusso e immobili di pregio a fronte di una modesta situazione di reddito. (fonte Ansa)