Ragazzo che bruciò il blindato a Roma: “Hai visto che ho combinato?”,

Pubblicato il 23 ottobre 2011 10:57 | Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2011 11:03

Blindato in fiamme a Roma (Lapresse)

CHIETI – Si è fatto incastrare da solo, con una telefonata in cui si vantava di quello che aveva combinato a Roma  in occasione della manifestazione degli Indignati. E’ stato fermato proprio mentre stava a mettersi in viaggio in vista del raduno No Tav organizzato per domani.

L.V., 23 anni, nato a Benevento, residente ad Ariano Irpino (Avellino) e studente a Chieti, dove vive nella casa per universitari, e’ stato bloccato oggi mentre saliva in macchina alla volta del Piemonte. Quando i carabinieri del capoluogo abruzzese, che con i colleghi campani hanno collaborato insieme al Ros di Roma, l’hanno preso, ha avuto un gesto di stizza ed ha inveito contro loro. Pesanti le ipotesi di reato formulate nei suoi confronti dalla procura di Roma: tentato omicidio, devastazione e danneggiamento. L.V., ritenuto vicino all’area antagonista e considerato non nuovo ad appuntamenti di piazza poi degenerati (tra l’altro risulta essere gia’ stato in Val Di Susa in precedenti manifestazioni) sarebbe uno degli autori dell’assalto al furgone dei carabinieri nei pressi di piazza San Giovanni. Un attacco, a colpi di sassi, bombe molotov ed altri oggetti contundenti, culminato nel ferimento del conducente e nell’incendio del mezzo sul quale, poco prima, era stata apposta la scritta, con vernice spray, ‘Acab’ (All cops are Bastards) acronimo coniato negli anni novanta dalle tifoserie violente inglesi per sintetizzare il loro disprezzo nei confronti delle forze dell’ordine.

E’ stata la telefonata con un pusher di Chieti, quest’ultimo intercettato dai carabinieri, a mettere nei guai L.V.. ”Hai visto cosa ho combinato a Roma?”, ha detto all’interlocutore. Da qui gli accertamenti ed i riscontri attraverso l’esame di filmati e foto dei disordini. Sara’ ora la procura di Chieti a sollecitare la convalida della misura restrittiva e, dopo l’interrogatorio di garanzia, l’indagato sara’ messo a disposizione dell’autorita’ giudiziaria romana.