Capitano Ultimo: revoca della scorta è “mobbing di Stato”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2018 11:03 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2018 11:03
Capitano Ultimo: revoca della scorta è "mobbing di Stato"

Capitano Ultimo: revoca della scorta è “mobbing di Stato” (foto Ansa)

ROMA  – “Mobbing di Stato”: con queste parole il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, noto come Capitano Ultimo, ha definito la revoca della sua scorta disposta dall’Ucis, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] l’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale.

Una protesta che già nei giorni scorsi aveva trovato il sostegno di Rita Dalla Chiesa e che adesso trova quello della presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e della deputata di Forza Italia Jole Santelli, che chiedono al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di intervenire.

De Caprio, noto per aver arrestato tra gli altri Totò Riina, ha goduto fino a ieri di una protezione del quarto livello, il più basso, che consiste in un’auto non blindata ed una persona di scorta. Ma da oggi, 3 settembre sarà senza tutela.

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Il 3 settembre, oltretutto, non è un giorno come gli altri, ma l’anniversario dell’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo. Per questa sera il colonnello ha organizzato preso la Casa Famiglia Capitano Ultimo, a Roma, “una serata per ricordare l’esempio di un combattente abbandonato nella lotta alla mafia, lontano dai palazzi del potere, con la gente umile, con le famiglie”. Ci sarà anche la figlia di Dalla Chiesa, Rita, che nei giorni scorsi aveva reso nota la decisione sulla revoca della scorta.

Domenica De Caprio si è sfogato con una serie di tweet. “I peggiori sono sempre quelli che rimangono alla finestra a guardare come andrà a finire. Sempre tutti uniti contro la mafia di Riina e Bagarella. No abbandono No omertà No mobbing di Stato”. Ultimo chiede anche polemicamente “chi ha visto il comandante dei carabinieri Giovanni Nistri?”.

Dal Comando generale dell’Arma precisano che “la decisione sulla scorta non compete al comandante generale”. Meloni, da parte sua, annuncia per mercoledì un’interrogazione al question time di Fratelli d’Italia al ministro Salvini: “Gli eroi che hanno combattuto e che combattono la mafia devono essere sostenuti e difesi dallo Stato”. Sulla stessa linea Santelli (Fi). “Il ministro Salvini – spiega – dovrà portare in Parlamento l’elenco di chi viene ritenuto obiettivo sensibile ed ha diritto alla tutela dello Stato. Al momento Saviano mantiene la scorta e Ultimo la perde”.

Nei giorni scorsi il titolare del Viminale aveva puntualizzato di non poter intervenire direttamente, come ministro, sull’assegnazione del personale di scorta, ma aveva promesso di chiedere “informazioni per capirne di più” sul caso.