Caso ruby, ammessi oltre 200 test al processo contro Berlusconi

Pubblicato il 23 Novembre 2011 12:28 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2011 13:14

MILANO – Il tribunale di Milano nel processo sul caso Ruby nel quale e’ imputato Silvio Berlusconi, ha ammesso oltre 200 testimoni citati da accusa e difesa. Tra le persone citate in aula ci sono gli ex ministri Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Franco Frattini, ma anche gli l’attore George Clooney, Elisabetta Canalis, Belen Rodriguez, Aida Yespica e Barbara D’Urso. E’ attesa una vera e propria sfilata di big e persone dello spettacolo. I giudici della IV Sezione Penale del Tribunale di Milano davanti ai quali si sta celebrando il processo sul caso Ruby nel quale e’ imputato Silvio Berlusconi hanno respinto l’acquisizione dei verbali delle testimonianze di Ambra e Chiara, due delle giovani ”pentite” del ”bunga bunga”.

Secondo il tribunale le due ragazze, ospiti alle serate ad Arcore, dovranno essere sentite di nuovo in aula. I giudici al momento hanno respinto inoltre l’acquisizione chiesta dai pm di tutto il materiale informatico sequestrato a tutte le ragazze che parteciparono alle serate a Villa San Martino in quanto non e’ stato specificato se si tratta di una copia forense o meno. I giudici, nell’ambito del processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, hanno deciso di far trascrivere tutte le intercettazioni telefoniche agli atti dell’indagine, come chiesto dai pm, e dunque gli ‘ascolti’ entreranno nel processo. Il Tribunale ha pero’ dato ragione alla difesa riguardo l’acquisizione dei tabulati delle telefonate tra l’ex premier e il funzionario della Questura Ostuni, per cui, secondo i giudici, serviva l’autorizzazione a procedere della Camera, questi tabulati restano fuori dal processo.

Tra i testimoni ammessi c’e’ anche Ruby, la giovane marocchina al centro del processo, che e’ stata convocata sia dalla difesa che dall’accusa. E poi ancora ci sono tutte le ragazze ospiti delle serate a Villa San Martino e anche alcune parlamentari come Daniela Santanche’ e Maria Rosaria Rossi.    Inoltre per l’ex presidente del Consiglio sono stati citati anche il personale di Villa San Martino ed anche chi si occupava dell’animazione delle serate, come il suo ‘fedelissimo’ Mariano Apicella. Ovviamente e’ stato chiesto l’interrogatorio anche di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, imputati invece in un altro processo per induzione e favoreggiamento della prostituzione delle 32 maggiorenni e di Ruby che, secondo l’accusa, parteciparono alle feste a luci rosse nella residenza milanese dell’ex capo del governo.

Ai cronisti che gli chiedevano che contributo potranno dare questi due testi al processo, l’avvocato Niccolo’ Ghedini ha spiegato che sono ”persone citate nelle dichiarazioni di un teste importante dell’accusa e noi li chiamiamo per provare” che quelle dichiarazioni non erano veritiere. Negli atti della indagini, infatti, ci sono alcune dichiarazioni a verbale di Ruby, la quale spiega che in una serata ad Arcore era presente anche George Clooney. Inoltre, la ragazza marocchina ha raccontato a verbale di aver trascorso una notte in un albergo con Cristiano Ronaldo. Secondo Ghedini dunque le due testimonianze potranno essere utili per ‘smontare’ alcune di queste dichiarazioni.

Per Niccolo’ Ghedini, storico difensore di Silvio Berlusconi, i giudici della quinta sezione penale di Milano hanno ”una grande fretta” di portare avanti il processo sul caso Ruby. Secondo il legale, infatti, il Tribunale avrebbe potuto ”attendere per ragioni di economia processuale” la decisione della Consulta che il prossimo 7 febbraio dovra’ esprimersi sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal Parlamento contro i magistrati di Milano.  Per Ghedini poi dato che il processo sul caso Ruby ”si prescrive nel 2025, non c’e’ alcuna urgenza”. Oggi i giudici hanno tolto due udienze per il processo che erano state fissate, dopo che i difensori avevano spiegato che in quelle date, il 19 dicembre e il 16 gennaio, c’e’ gia’ in calendario il processo Mills. Ghedini ha comunque sottolineato che i giudici hanno presentato un calendario fitto da qui a maggio, ”anche se non c’e’ urgenza”.

L’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolo’ Ghedini, ha spiegato che la decisione dei giudici di Milano di estromettere dal processo i tabulati che riguardano i contatti telefonici tra il funzionario della questura Pietro Ostuni e l’ex premier, relativi all’ormai famosa notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 quando Ruby venne rilasciata dagli uffici di polizia, ”e’ un problema serio” per la Procura.  In ogni caso, ha proseguito Ghedini, ”secondo noi la testimonianza di Ostuni rende gia’ chiaro da sola che la concussione non esiste”. Il funzionario di polizia, infatti, ha spiegato piu’ volte di non essersi sentito concusso.    Ghedini ha contestato, davanti ai cronisti, alcuni punti dell’ordinanza letta oggi dai giudici e soprattutto quella in cui vengono ammesse tutte le intercettazioni, perche’, a suo dire, ”a noi sembra che tutte le intercettazioni siano state dirette e mirate nei confronti di Berlusconi e quindi devono essere inutilizzabili”.