Cassazione: dare del “drogato” a qualcuno è lesivo anche per i suoi genitori

Pubblicato il 23 Giugno 2010 14:56 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2010 15:22

Se si offende un figlio, magari con false accuse, anche i genitori diventano vittime dell’offesa, perchè questa è ”lesiva dell’autorevolezza del ruolo genitoriale”. Ha quindi diritto a sporgere querela il padre che sente chiamare il figlio “drogato” da parte di qualcuno. Lo ribadisce la Cassazione, che ha confermato la condanna per i signori Vittorio e Luz Mari, per ingiuria ai danni del signor Renzo, perchè avevano detto che il figlio di quest’ultimo ”possedeva droga” e aveva ”anche subito il sequestro dell’auto per questo”.

I due solerti avevano poi detto al padre ”stai attento a tuo figlio”. Nel ricorso in cassazione contro la condanna inflitta dal tribunale di Bologna, gli ingiuriosi avevano sostenuto che tutt’al piu’ quelle frasi costituivano diffamazione nei confronti del figlio, che non aveva sporto querela, e non ingiuria del padre.

La Cassazione, nella sentenza numero 23979, ha confermato la condanna. Giustamente, secondo la Quinta Sezione penale, i giudici di merito avevano valutato quelle frasi come ”lesive dell’autorevolezza” del padre ”nel suo ruolo genitoriale, nonche’ dell’onore e del decoro suo e della sua famiglia” poiche’ quelle frasi indicavano ”una situazione spregevole quantomeno dal punto di vista sociale”.

Peraltro, hanno sottolineato i giudici, lo stesso monito di stare attento al proprio figlio si traduceva in ”un rimprovero di scarsa attenzione verso i compiti facenti capo ad un padre” e non vi e’ dubbio che ”l’autorevolezza nell’espletamento del ruolo genitoriale faccia parte di quel bagaglio di qualita’ che contribuisce all’onore e al decoro di una persona”.