Chi è Amedeo Matacena: imprenditore dei traghetti, ex deputato Fi, latitante

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Maggio 2014 9:09 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2014 9:10
Chi è Amadeo Matacena: imprenditore dei traghetti, ex deputato Fi, latitante

Amedeo Matacena in Parlamento (foto Lapresse)

REGGIO CALABRIA – Amedeo Matacena, ex deputato di Forza Italia latitante, è figlio di un noto imprenditore nel settore del trasporto navale, l’imprenditore che avviò il traghettamento dello Stretto di Messina negli anni Sessanta.

Nell’agosto 2013, Matacena era stato arrestato a Dubai dopo una latitanza di circa due mesi. Condannato a cinque anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, era ritenuto vicino alla cosca di ‘ndrangheta dei Rosimini.

Dopo due mesi fu scarcerato perché la giurisdizione degli Emirati arabi non prevede il reato di criminalità organizzata. Tra l’altro con gli Emirati arabi l’Italia non ha accordi bilaterali. La stessa giurisdizione prevede inoltre che i cittadini stranieri in attesa di estradizione non possano essere privati della libertà oltre un certo limite di tempo.

Ad indirizzare la polizia degli Emirati sul fuggiasco, sono stati i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, che insieme all’Interpol e con il coordinamento della Dda reggina, gli davano la caccia dal giugno 2013, da quando cioè, si era reso irreperibile all’atto di esecuzione della pena che faceva seguito alla sentenza del 6 giugno della Corte di Cassazione con la quale la condanna diventava definitiva.

All’epoca ogni ricerca era risultata vana. Matacena non era a Reggio nè a Roma e neanche a Montecarlo, dove risultava residente. Non appena appreso della condanna e, quindi, dell’obbligo di andare in carcere, Matacena aveva fatto perdere ogni traccia. O almeno così pensava. I carabinieri, invece, si sono subito messi sulle sue tracce e l’hanno individuato alle Seychelles.

Avuta notizia che il fuggiasco era in partenza per Dubai, probabilmente solo una tappa di un viaggio più lungo, le autorità italiane hanno avvertito quelle degli Emirati, e così, non appena sceso dalla scaletta, Matacena ha trovato ad attenderlo gli agenti che gli hanno anche ritirato il passaporto.

Amedeo Matacena è un noto imprenditore, non solo calabrese, figlio dell’omonimo armatore noto per avere dato inizio al traghettamento nello Stretto di Messina e morto nell’agosto 2003. In Parlamento ci è andato due volte, tra il 1994 e il 2001, con Forza Italia.

I suoi guai erano cominciati con la maxi inchiesta ”Olimpia” con la quale, nei primi anni ’90, la Dda di Reggio Calabria ricostruì molti eventi criminali, tra cui un centinaio di omicidi, e i rapporti ‘ndrangheta-politica in città fin dai primi anni ’80. Nel 2010, dopo la condanna in primo grado, Matacena fu assolto dalla Corte d’assise d’appello di Reggio. La Corte di Cassazione, accogliendo un ricorso della Procura generale, annullò la sentenza disponendo il rinvio ad un altro collegio. E nel nuovo processo d’appello, il 18 luglio 2012, è arrivata la condannata, divenuta definitiva con la decisione della Cassazione.

Motivando la loro decisione, i giudici della Cassazione hanno sostenuto che ”evidentemente non si può stringere un ‘accordo’ con una struttura mafiosa, se non avendo piena consapevolezza della sua esistenza e del suo modus operandi. Tanto basta per ritenere che Matacena ben sapesse di aver favorito la cosca dei Rosmini (e tanto lo sapeva da aver preteso la esenzione dal ‘pizzo’)”.

Non solo, nelle motivazioni si sosteneva anche che ”è lo stesso vertice della cosca che afferma che Matacena non può essere sottoposto a estorsione, che in passato lo stesso ha ‘sempre favorito’ l’associazione, che, anche nel presente, Matacena è disponibile’